Per caso, le ostriche

Una giornata fresca e soleggiata, un cliente che non ritira tutto l’ordine e noi ci ritroviamo con una ventina di ostriche in casa.

Bisogna far presto, hanno 7 giorni e non c’è motivo per ritardare questo piacere. Le ostriche di buona qualità durano fino a 10 giorni dalla raccolta, queste sono tutte ben chiuse e ben vive anche se per portarle a casa sono state messe in un recipiente alla rinfusa, mentre bisognerebbe tenerle orizzontali per evitare che perdano il loro liquido.

ostriche pronte in tavola

Aprirle è facile, vanno appoggiate contro un qualche angolo o contro l’apposita tavoletta di legno, con la cerniera delle valve verso la tavoletta. Si infila il coltello da ostriche di lato nella giunzione delle valve a due terzi e si recide il muscolo che le tiene chiuse. Ora si possono aprire del tutto, si getta la prima acqua e si dispongono nel piatto.

Ormai ho una certa esperienza e riesco ad aprirne decine velocemente con gli attrezzi presi in Bretagna: il coltellino, sottile e smussato, e la tavoletta che permette di fare forza senza usare l’altra mano. Mi trovo meno bene col coltello a lama larga, ad ogni modo è importante che non sia affilato e cercare di puntare il mollusco contro qualcosa, perché altrimenti è facile ferirsi mentre si fa forza a due mani.

coltello e tavoletta da ostriche

Le accompagnamo con una bottiglia di tremendo Prime Rose, preso per farci il sorbetto in realtà, e ci accorgiamo che eguaglia la proverbiale imbevibilità del Muscadet bretone. Si dice che per bere il Muscadet servano quattro persone più un muro: uno che lo versa, uno che lo beve, due che lo tengono fermo e un muro perché non cada indietro.

Si accompagnano con “sauce pauvre homme”, il condimento del poveretto, semplice aceto bianco con scalogno tritato e poco pepe, insieme a crostini imburrati che aiutano a smorzare il languore provocato dall’aceto e dal vino. Non affogate il mollusco nella salsa, l’ostrica inonda la bocca e le labbra con una profonda ventata marina, brezza dell’oceano, onde e spuma di mare.

Che aperitivo, che festa!

Se vi fa impressione la consistenza o il sapore di mare, fate così: staccate il calletto dalla valva con un coltello o cucchiaio, poi versate due gocce di pover’uomo e sorbite l’ostrica senza appoggiare le labbra. Infatti è spesso solo il guscio esterno ad avere forti odori di fondo che possono dare fastidio. Preparatevi a ricordare, perché il sapore dell’ostrica sta soprattutto nel vostro cuore.

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5 pensieri su “Per caso, le ostriche

  1. ragaz@ è mezzanotte passata, ho un sonno pazzesco, la panza piena di pomodorini pachino (veri) dolcissimi, mozzarella di bufala un po’ strapazzata (ahimè l’hanno messa in frigorifero…) e basilico, ma dopo aver letto questo post mi è tornato un appetito pazzesco… adesso entro di soppiatto nella pescheria del centro città… comunque direi che “il sapore dell’ostrica sta soprattutto nel vostro cuore e nella memoria dei vostri sensi”

  2. “il sapore dell’ostrica sta soprattutto nel vostro cuore e nella memoria dei vostri sensi” – Custodisco.

    Stasera se riesco raccolgo le idee per un secondo post. Poi serviranno delle ostriche per mettere le idee in forma scritta!

  3. è vero che il sapore sta nel cuore.. posso garantire che quelle che ho mangiato a Cancale o a Ric sur Belon( Bretagna) ed ancora a Galway(Irlanda) erano strepitose anche per lo spettacolo che si offriva alla vista.. buone come quelle che settimanalmente acquisto qui in Friuli, fatte arrivare fresche dalla Bretagna ma infinitamente più emozionanti.. comunque sia,il fatto di avere qualche amico che, come me, adora le ostriche le rende comunque un cibo sensazionale, specie se unito a dell’aceto allo scalogno ed a una fetta di pane di segale imburrata e spolverata con del pepe.. per il vino qui in Friuli abbiamo solamente la scelta, altro che muscadet..
    un cibo da assaporare ad occhi chiusi, immaginando le onde frangersi sulla scogliera..

  4. Lucio, anima gemella! beato te che sei stato sul Belon (lquelle che consumiamo regolarmente vengono da lì) e in Irlanda (prossima meta di viaggi…

  5. che dire,blau: parecchi pensano che mangiare ostriche sia una forma di snobismo ma sbagliano… mangiare ostriche appaga i sensi e riappacifica, anche se per un momento, con il mondo.. quando mordo un frutto e lo assaporo lentamente, ad occhi chiusi,il profomo di mare che mi accarezza le narici mi riporta a giornate passate guardando il mare, seguendo le maree e lasciando vagare lo sguardo( ed i pensieri) nell’infinito… sono meno care di una seduta di psicanalisi e portano risultati di gran lunga migliori..
    per finire vai in Irlanda ..bellissima!!! anche se la bretagna è molto meglio, secondo me.
    ciao, Lucio