Qualche tempo fa, per invito – o gentile costrizione, per essere più sincera – di alcune amiche, ho letto il romanzo di Ken Follett “I pilastri della terra”, di cui mi era stato detto un gran bene.
L’ho letto giudiziosamente, con piglio liceale, tipo compito per il fine settimana.
Beh, non ci sono storie: fa veramente schifo, da ogni punto di vista.
Intreccio, sviluppo, ricostruzione storica, stile…non si salva manco l’immagine di copertina. Di questa Follett è sicuramente innocente; per il resto, la letteratura da lui perpetrata è di tale cattiva qualità da non consentire il minimo abbozzo di difesa.
Mi hanno detto che si tratta di letteratura di consumo, che devo pensare a questo genere di libri con condiscendenza, che devo guardarli con occhio benevolo, che sono libri da spiaggia, libri da leggere per passare il tempo,…
A me però hanno insegnato che i libri si leggono, non si giustificano; e che ci sono libri belli e libri brutti. Questo di Follett, ve lo garantisco, appartiene alla seconda categoria (e poi, francamente, non trovo così amena la descrizione dettagliata di uno stupro; l’autore evidentemente sì, invece, tanto è vero che ne ha buttati dentro un paio).
Il casino è che il nemico va conosciuto per combatterlo, e che per esprimere un giudizio tocca leggerla, roba di questo genere.
Però non credo che ce la farò a leggere l’ultimo di Faletti.
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Mi permetto di affermare che non sono d’accordo con quanto scritto sopra.
Anch’io l’ho letto, e a parer mio l’ho trovato un libro molto bello.
A me affascina molto il Medioevo, e in quel libro ho trovato una ricostruzione fedele di quello splendido periodo storico.
Non riesco a capire come lo si possa definire “di consumo”, in quanto è un romanzo che sicuramente ha richiesto molto impegno per la stesura,
e non credo quindi che Follett l’abbia scritto così, giusto per venderlo su larga scala e guadagnarci una barcata di soldi (come ad esempio capita con tutta la musica che passa su MTV… quella è di consumo!).
Probabilmente abbiamo pareri diversi per quanto concerne la lettura (per carità, è più che giusto), ma un libro dev’essere un qualcosa in grado di affascinarti, di trascinarti emotivamente e mentalmente nel contesto in cui le vicende narrate si svolgono. Un libro, per essere bello, non deve necessariamente essere di nicchia ed essere apprezzato da una cerchia ristretta di lettori. Deve comunicare.
A me è piaciuto, lo dico veramente, e mi è dispiaciuto quando l’ho finito.
Bel blog, tuttavia!
Ho letto con piacere il tuo commento, che garbatamente condensa i suggerimenti delle mie amiche (un po’ meno garbate, te lo assicuro!
)
Mi piacciono i pareri diversi: quel che non ho scritto prima è che so benissimo di non avere gusti popolari (nel migliore dei sensi, eh!).
Aggiungerò solo che “I pilastri della terra”, a mio modo di vedere, non costituisce una ricostruzione fedele, anche solo per il modo di pensare che trasmette. I personaggi pensano cioé come individui moderni, nati dopo la rivoluzione industriale.
Mi sembra di capire che tu nutra una certa passione per il medioevo. Hai letto i romanzi di Umberto Eco? O “La chimera” di Vassalli? Mi piacerebbe davvero avere una tua opinione in merito.
Ciao e a presto.