Contraddizioni nella PA

I dipendenti pubblici non sono spesso portati a esempio di produttività ed efficienza, forse per una tacita connivenza con certe contraddizioni nella pubblica amministrazione.

Capita infatti che gli enti pubblici (università, settore sanitario, amministrazioni locali) tendano ad assumere personale appena possibile. Oltre al fabbisogno operativo, un motivo delle assunzioni è la mentalità per cui tra i dirigenti e i capi comanda chi ha la mandria di bestiame più grossa.

Però una volta assunto, a tempo indeterminato, il personale subordinato è un dato acquisito che non serve più alla carriera e anzi, se osa esprimersi professionalmente e pensare con la sua testa, diventa un pericoloso guastafeste.

Ecco quindi che si affidano all’esterno, in outsourcing, quante più funzioni che sarebbe naturale svolgere internamente. Con un solo gesto si tengono a bada i dipendenti e si gestiscono nuovi contratti, budget più ampi e nuove relazioni di influenza.

Assumere ed appaltare all’esterno, due volti di una stessa gestione della propria carriera in alcuni settori della pubblica amministrazione. Una contraddizione che mantiene il consenso di una vasta classe di salariati e permette comunque di generare un indotto alle imprese private.

Ah, che meraviglia l’economia di mercato! Ad avercela.

No related posts.

2 pensieri su “Contraddizioni nella PA

  1. MAI AFFERMAZIONE FU PIU’ VERA DI QUESTA! CONCORDO IN PIENO….
    SONO UN ESEMPIO LAMPANTE DI QUESTO STATO DI COSE…
    HO DECISO DI CAMBIARE AMMINISTRAZIONE PERCHè UN FUTURO DA VALLETTA FRA GLI UFFICI MI SPAVENTA DI PIU’ CHE LAVORARE INCESSANTEMENTE PER 10 ORE AL GIORNO.
    MI COSTA MOLTO LASCIARE L’ATTUALE POSTO DI LAVORO MA VISTO LO STATO DELL’ARTE E LE PROSPETTIVE FUTURE NON MI RESTA CHE GIOCARE LA CARTA DEL TRASFERIMENTO.