Leggo nella newsletter di AIS – Associazione Italiana Sommelliers che ricevo per lavoro una notizia che merita la più ampia diffusione.
Scrivono beati della prossima cena di gala che si terrà a Varese, in occasione del quarantennale della fondazione.
Il programma della serata è adatto ad autentici alcolizzati: solo chi avesse un FORTE bisogno di consumare molto alcool riuscirebbe a sottoporsi alle chiacchiere di Viviana Beccalossi e compagnia.
Eppure varrebbe la pena di andarci, altroché, perché nel corso della serata è previsto un momento veramente elettrizzante.
Ebbene, signori, pare proprio che verrà nominato Sommellier Onorario nientepopodimenoché…
EMILIO FEDE.
Tutto questo conferma incontestabilmente che la lingua è davvero l’organo principale del perfetto sommellier, a prescindere dalle destinazioni d’uso.
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Il diploma di sommellier è diventato un titolo inflazionato, rivolto ad amatori senza sbocchi professionali.
E infatti l’AIS si ritrova a fare marchette inseguendo politici, notabili e cortigiani invece di promuovere una seria cultura del vino e del gusto.
“Ehi capo, piovono sommelliers dal cielo!”
Sono capitato qui per caso e ho gustato la notizia.
Sa di ironia, arguzia, un po’ amara.
E ha un retrogusto come di..
merda.
Fede sei tutti voi!