Per Cecilia Gatto Trocchi

Scopro con un giorno di ritardo che si è suicidata Cecilia Gatto Trocchi, antropologa italiana assurta agli onori della cronaca alcuni anni fa, in seguito alla pubblicazione del libro “Viaggio nella magia” (Laterza, 1993). Il libro raccoglieva, in forma narrativa, i risultati di cinque anni di osservazione partecipante a corsi di maghi, guru e sciamani (si fa per dire), riti di sette sataniche e non, sedute presso santoni, guaritori e – dimenticavo – rappresentanti degli ufo sulla terra.

La partecipazi0ne a svariati programmi televisivi aveva poi consolidato la sua fama (o nomea, a seconda dei punti di vista). Un dato resta, a mio modo di vedere inoppugnabile: il buon senso e il coraggio della denuncia di tanta ciarlataneria anche in questi luoghi del mondo. Perché la crescita individuale può anche seguire i percorsi più incredibili, ma l’imbroglio segue sempre gli stessi e onestà intellettuale, ma non solo, esige che venga denunziato e punito.

Si è suicidata, cribbio. Non mi pare possibile, anche se a giudicare da quel che si legge aveva delle ragioni, eccome.

Che pena infinita.

Se ne va una persona importante per la comprensione critica del mondo delle organizzazioni totali in Italia. Un buon punto per capire è il sito di Miguel Martinez, ma ancora di più un articolo su Paniscus :

c’è un enorme merito che bisogna riconoscerle.

In italia, il panorama di chi si occupa di sette e culti è realmente modesto e soffocante. L’argomento è patrimonio quasi esclusivo di soggetti di ispirazione cattolica, che saranno anche seri e rispettabili ma inevitabilmente di parte. Una critica laica (che metta in luce gli aspetti psicologici e sociali dell’attività di questi gruppi, rispetto a quelli dottrinali) praticamente non è mai esistita, o è limitata a poche voci personali.

In questo ambiente, gli approcci tipici allo studio dei nuovi movimenti religiosi sono due:

- quello di chi afferma che le sette sono pericolosissime emanazioni del diavolo, e che l’unica possibilità di osservarle, smascherarle e combatterle deve passare attraverso Santa Romana Chiesa;

- e quello di chi afferma che qualunque forma di afflato verso la spiritualità è sempre meglio del materialismo laico, e che quindi le sette vanno rispettate e trattate come interlocutori formali e solenni.

I rappresentanti di entrambe le correnti incappano nello stesso equivoco: quello di pensare che le sette siano sempre, a priori, qualcosa di profondo, solennissimo, da prendere drammaticamente sul serio. Ridimensionarle è vietato, ridicolizzarle meno che mai.

La Gatto Trocchi, invece, non ha mai avuto paura di buttarla su un altro piano. Né austeri leader religiosi, né terribile strumento del demonio: la maggior parte dei santoni, guru, iniziati, finiti, e settaroli assortiti, non sono altro che una manica di cialtroni, pietosi, incoerenti, contraddittori, di rilevanza scarsa o nulla, che meritano che gli si rida dietro. Poi si discute su tutto il resto.

Una sua piccola bibliografia su IBS.

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12 pensieri su “Per Cecilia Gatto Trocchi

  1. ne avevamo parlato solo qualche giorno fa tra la visione di una tortilla e quella di un’ostrica.

  2. E’ un brutto colpo, lei è stata il filo conduttore di tante letture e discorsi, se vuoi anche di esperienze personali o comunque vicine.

  3. Ho visto solo adesso il commento e il link al mio blog. Vi ringrazio e approfitto per dare un’esplorata al vostro, che mi sembra meritevole…

    saluti
    Lisa

  4. CARA CECILIA GATTO TROCCHIM QUANTO MI MANCHI CON LA TUA INTELLIGENZA E FORZA ANTICONFORMISTA, LA TUA LUNATICITA’ E LA TUA MERAVIGLIOSA E AFFETTUOSA CURIOSITA? PER ME VIVI SEMPRE E QUANDO GUARDO CERTE COSE, UN MONUMENTOP, UNA SITUAZIONE,UN LIBRO, LO FACCIO UN Pò GRAZIE A QUELLO CHE TRASMETTEVANO GLI OCCHI TUOI!

    TI VOGLIOSEMPRE TANTO BENE
    umberto

  5. penso realmente che sia stata vittima di una fattura,volta dapprima a colpire suo figlio e in seguito lei.Grande rispetto per questa donna, nn è rimasta a guardare ciò che vi è oltre il quotidiano nostro “comune”.

  6. Era solo una plagiatrice di testi altrui e miscredente.
    Una prece ma pochi onori intellettuali.

  7. Ho difficoltà a ri cordare i nomi,perchè mi interesso di tante cose, di attualità e non.L’antropologa Cecilia GATTO TROCCHI, la conoscevo e mi piaceva molto il suo modo di pensare e per il suo coraggio nell’affrontare i vari problemi. Vengo al sodo: oggi per caso vengo a sapere del Suo gesto… e devo dire che mi è tanto spiaciuto.Dico io, ma è possibile che possa accadere cose simile? che DIO l’accoglie fra le SUE braccia,la ricorderò nelle mie preghiere. Giuseppe

  8. Cara Cecilia ti telefonai dopo tanti anni proprio quel maledetto anno che ti uccidesti, tu mi ascoltasti e mi suggeristi ed allucinasti qualcosa.Mi rendo conto che ero io a stare male, fosti gentilissima e aperta con una persona come me che proprio non conta un ca…non sono certo dell’ambiente universitario.Avevo bisogno di chiederti una cosa sulla massoneria e mi incuriosiva scioccamente.Oggi mi lasci una curiosità Giancarlino è massone? Io e lui e Gino ti ricordiamo forse quell’altra estate di festa quando ti conobbi è indelebile

  9. Che Cecilia Gatto Trocchi si sia suicidata è una favola bella e buona, spero che con il tempo venga fuori la verità.

  10. ero convinta avesse qualche male incurabile data la sua morte improvvisa..mi spiace tanto.Certo che doveva essere molto depressa per arrivare ad un gesto del genere anche se penso che dato che era odiata da molti, possan averle fatto qualche rito strano per portarla al suicidio.Son cose che sembran strane ma esistono.