Qualche tempo fa si parlava con alcuni amici scrittori dei problemi del mercato editoriale. I meccanismi economici dei distributori e lo spazio limitato sugli scaffali rendono difficile, per le pubblicazioni minori o poco note, l’incontro con il lettore in libreria. Molti libri, semplicemente, non vengono distribuiti e non verranno quindi mai comprati né letti, a favore di pochi titoli di grande popolarità che costituiscono la maggior parte delle vendite.
Per un autore interessato a conoscere meglio la situazione e a cambiarla, è importante il concetto di Coda Lunga (Long Tail): l’idea che l’informatica e la rete rendano possibile un grande mercato di piccole nicchie. L’Economist la descrive così:
a shift from mass markets to niche markets, as electronic commerce aggregates and makes profitable what were previously unprofitable transactions. [...]
Many successful online businesses, such as Amazon, Rhapsody or the iTunes Music Store, already exploit the effects of the long tail. So too do other internet companies, such as Google (which makes money not just by selling adverts to big firms, but also by placing obscure adverts alongside obscure web pages) and eBay (which aggregates low levels of demand for obscure products to make a huge business).
In un mercato della Coda Lunga i meccanismi di promozione non sono più la pubblicità di massa, bensì il passaparola, il rapporto di fiduca tra le persone, le affinità: Giuseppe Granieri ha cercato di raccogliere il punto di vista dei lettori italiani che acquistano libri online, per capire come si formano le decisioni di acquisto in rete.
Il risultato della ricerca è un articolo su Internet Pro che ora è disponibile in rete: I libri dal punto di vista dei lettori, ovvero: Quelli della coda lunga.
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jan, mi diresti cosa pensi della grafica di http://www.remue.net (un sito letterario francese su cui scrivono alcuni amici)? usano un software gratuito, concepito precisamente per la redazione di riviste on-line.
ciao,
Ha un certo rigore, ma le scelte di impaginazione e grafica rendono poco intuitiva la comprensione degli elementi e la navigazione.
Usano la piattaforma SPIP, molto popolare in Francia.