Il grande setaccio

Avrai sentito parlare dei RFID: dei chip inerti che, illuminati da una sorgente radio, trasmettono e ricevono dati. Si usano nelle etichette delle merci e servono per la logistica, dal magazzino merci alla cassa del supermercato, ma si è parlato di inserirli anche nei passaporti.

I cambiamenti che i RFID portano alla privacy sono inquietanti: potrei averne addosso o in tasca a mia insaputa e qualcuno potrebbe leggerli con facilità. Potrebbero contenere informazioni sensibili sulla mia salute, la mia efdina penale, i miei gusti personali e qualcuno potrebbe usare queste informazioni per profilarmi, vendermi prodotti, arrestarmi.

Bruce Schneier segnala (via The Register) un progetto che ha lo scopo di catturare dati RFID nel pubblico dominio, per la strada, e di elaborarli.

The Sorting Door Project vuole piazzare sensori in luoghi pubblici, metropolitane e negozi, per catturare dati e capire come usarli nella profilazione di merci, tempi, tipologie di persone e individui.

E’ un progetto interessante, che promuove la consapevolezza di questa tecnologia e dei suoi rischi.

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