Lancet sull’omeopatia

Da L’unità del 27.08.2005 – Omeopatia, l’illusione e la lezione di Pietro Greco. Via One More Blog.

«La fine dell’omeopatia»: forse il titolo dell’editoriale con cui The Lancet apre il numero giunto ieri in edicola è perentorio e, quindi, un po’ imprudente. Ma il succo della metanalisi (l’analisi comparata di 110 diverse ricerche scientifiche sull’efficacia di altrettanti diversi trattamenti omeopatici) effettuata dall’equipe svizzera di Matthias Egger e pubblicata sul medesimo numero della rivista medica inglese, davvero non lascia adito al dubbio: la medicina fondata oltre due secoli fa da Samuel Hahnemann e praticata, nel nostro paese, da 12.000 medici che si prendono cura di oltre 7,5 milioni di pazienti, non funziona. O meglio, altro non è che un sofisticato (e costoso) placebo. Una somministrazione di acqua fresca. Non guarisce per la sue proprietà intrinseche. Ma guarisce, in alcuni casi, solo chi ci crede e riesce così a mobilitare inconsciamente contro la malattia il proprio sistema immunitario.

Sulla base di questi dati, che peraltro confermano una lunga serie di ricerche scientifiche, The Lancet giunge a due conclusioni. Assolutamente condivisibili.

  • La prima è che i medici che praticano l’omeopatia devono dire chiaro e tondo ai propri assistiti che le cure omeopatiche non danno alcun beneficio.
  • La seconda che i medici – tutti i medici – devono riflettere sulla richiesta di attenzione e di cura personalizzata avanzata, in maniera più o meno esplicita, dai loro pazienti.

[...]

Ma perché il placebo (compreso il placebo omeopatico) talvolta funziona? A questa domanda non sappiamo rispondere in maniera esaustiva. Perché non conosciamo abbastanza la nostra mente. Non conosciamo abbastanza il nostro corpo (in particolare, il sistema immunitario). E non conosciamo abbastanza il rapporto tra la nostra mente e il nostro corpo. Nulla di misterioso o esoterico, tuttavia. La guarigione da placebo (ovvero di chi assume un falso farmaco credendo che sia un vero farmaco) risiede nel fatto che la convinzione e la determinazione a guarire da una malattia stimolano il sistema immunitario e, quindi, aiutano l’organismo ad attivare tutte le risorse autoterapeutiche che ha a disposizione. Risorse che non sono poche.
[...]

Tuttavia questa considerazione (l’omeopatia è un placebo) e quest’appello (che i medici lo dicano chiaro e tondo) non esaurisce il discorso. Se tante persone, persino e forse soprattutto tra gli strati più acculturati delle popolazioni occidentali, si rivolgono a una medicina «alternativa» è perché si ritengono insoddisfatti della medicina convenzionale.

La quale, pur avendo enormi virtù, ha molti torti. I principali tra questi ultimi, forse, sono tre:

  • la medicina convenzionale non sempre si sottopone o si è sottoposta a test di efficacia (insomma, non sempre è davvero scientifica);
  • spesso si dedica più alla lucrosa cosmesi dei clienti (aderendo a richieste meramente consumistiche del mercato) che non alla cura faticosa dei pazienti;
  • che appare fredda e distaccata, impersonale, a chi, ammalato, ha invece un particolare bisogno di calore e di umana solidarietà.

Con le sue cure personalizzate, la medicina omeopatica fornisce l’attenzione umana che il paziente giustamente chiede. Nel decretare la «fine dell’omeopatia» per plateale mancanza di prove di efficacia, The Lancet ammonisce i medici a non dimenticare la grande lezione, ippocratica, di questa medicina alternativa: l’attenzione alla persona. L’umanità.

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8 pensieri su “Lancet sull’omeopatia

  1. La medicina non convenzionale non è scientifica, perchè la medicina non è una scienza.
    Il risultato delle ricerche finanziate dalle case farmaceutiche svizzere e solertemente pubblicate dalla rivista Lancet, non nuova a questo tipo di operazioni mistificatorie, può essere accettato da chi non sa nulla di omeopatia e continua a crogiolarsi nella sua beata ignoranza.
    Continuerò a prescrivere rimedi omeopatici perchè ne vedo ogni giorno gli effetti sui miei pazienti, sulle loro analisi cliniche, sulle loro patologie anche gravi che migliorano con costanza.
    Continuerò a sconsigliare l’uso di farmaci pericolosi, sperimentati su animali e non sull’uomo (al contrario dei rimedi omeopatici).
    L’efficacia dell’omeopatia la vedo ogni giorno sotto i miei occhi e lo vedono anche i miei pazienti che con rimedi omeopatici e fitoterapici si curano con successo affezioni di ogni genere.
    E’ bene affermarlo chiaro e tondo!
    Dr Sansoni Roberto

  2. Roberto, la prima parte del tuo argomento è fallace: attacchi la credibilità del mezzo (Lancet mistificatore) e le persone che non sono d’accordo con te (si crogiolano nella beata ignoranza). Per non parlare dell’attacco retorico medicina-scienza-medicina.
    La seconda parte mi interessa di più, perché concorda con informazioni che ho da altre fonti e che in sostanza descrivono i mediti omeopati come straordinariamente bravi nella cura, perché estremamente attenti al paziente.
    Comunque, questo articolo di Lancet è del 2005, mentre sono sicuro che hai in mente il più recente:
    http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_28/Omeopatia_De_Bac_8a4031dc-9d79-11dc-bac3-0003ba99c53b.shtml

  3. a parte della discussione sulla omeopatia – ampiamente provata e trovata assolutamente inutile – mi interessa sapere con quale ignoranza il dott.roberto sansoni prende in giro i suoi pazienti usando una macchinetta (senza nome) con la quale lui dichiara di poter diagnosticare ogni tipo di malattia – dandogliin mano un (elettrodo ? ) tipo auditing dei schientologi.
    ce qualcheduno che puo darmiuna risposta ?

  4. giulio25, dove mai hai letto qui di macchinette e, peggio ancora, prese in giro ai pazienti? Il commento di Dr Sansoni Robero qui sopra non ne parla.

    Se ti riferisci a notizie reperibili altrove, per favore cita le fonti, oppure astieniti dal fare osservazioni avventate.

  5. Il link che riporti però è una elaborazione che cita una unica fonte, un comunicato stampa dell’ECH http://www.homeopathyeurope.org/ e di
    Liga Medicorum Homeopathica Internationalis http://www.lmhint.net/.

    Il comunicato in realtà rimanda a due paper:

    Lüdtke R, Rutten ALB. The conclusion on the effectiveness of homeopathy highly depend on the set of analysed trials. Journal of Clinical Epidemiology, 2008. doi:10.1016/j.jclinepi.2008.06.015

    Rutten ALB, Stolper CF. The 2005 meta-analysis of homeopathy: analysis of post-publication data. Homeopathy, 2008. doi:10.1016/j.homp.2008.09.008.

    Hai letto i paper?

  6. Caro Giulio25 faresti bene a portare rispetto verso tutte quelle persone che sono in cura dal dott. Sansoni e che giorno dopo giorno trovano miglioramenti nella propria condizione fisica.
    Preferisco un medico che considera il mio corpo come un sistema unico piuttosto che un prescrittore di farmaci ed antibiotici.

  7. ma perchè l’omeopatia funziona sugli animali? non solo cani gatti ma cavalli mucche tori falchi ecc… Come fà un koala a essere “inluenzato da una cura omeopatica.
    Senza andare lontano ci sono intere aziende agricole in lombardia dove le mucche vengono curate solo con metodi omeopatici. La mucca è influenzabile?