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Harry Potter e la sicurezza ad Hogwarts

5 settembre 2005
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Bruce Schneier, un esperto di sicurezza, segnala alcuni articoli sulle misure di sicurezza in vigore ad Hogwarts, sui rischi nel mondo della magia e in genere sulle implicazioni di fiducia, tradimento, potere magico e difesa nei romanzi di J. K. Rowling, incluso “Harry Potter e il principe mezzosangue“:

Karl Lembke nota che le perquisizioni della posta ad Hogwarts (ne “il principe mezzosangue”) sono carenti, perché i pacchi provenenti dal paese vicino non vengono controllati e basta gettare un incantesimo su una persona che vi abiti per potere spedire oggetti periclosi all’interno del collegio magico.

Un’altra analisi affronta la delega di fiducia e ne “il prigioniero di Azkaban“: James Potter affida il suo segreto a Sirius Black, il più potente e fidato amico. Sirius però sa che sarà oggetto di attacchi e pensa che il segreto sarà più sicuro nelle mani di Peter Minus, che è più debole e lo tradirà.

Scheier fa poi notare che:

si può rendere inoffensivo un mago portandogli semplicemente via la bacchetta magica? E per prendere la bacchetta di un mago potente basta fargli qualcosa mentre lui sta facendo qualcos’altro?

Se è così, vuol dire che sei morto quando gli avversari sono di più. Bastano solo due maghi d’accordo tra loro, di scarso potere, per sconfiggere un mago più potente. E significa inoltre che sei morto quando vieni colto di sorpresa e quando sei distratto.

Questo sembra un difetto enorme nelle difese magiche, un difetto su cui i maghi avrebbero dovuto lavorare alacremente per chiudere già molte generazioni fa.

La discussione sul sito di Schneier è interessante, ma attenzione se non avete ancora letto l’ultimo libro, potrebbe svelarvi la trama.

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