Massimo Mantellini racconta di una visita a Milano, tutta fuoristrada sul marciapiede e aperitivi imbevibili. E’ stato anche in una aragosteria, meglio identificata in uno dei commenti al suo post, scritto da Palmasco:
#8 Oct 07 2005, 09:34 am
Si chiama “Locanda dell’oste scuro”, in via Archimede 12.
E’ un posto di merda.
Arredamento country-western, del tutto incomprensibile visto che tutta la cucina ruota intorno all’aragosta, l’aragosta è troppo trattata (salse e accostamenti invadenti) nella maggior parte dei piatti, il prezzo è osceno, in generale e in rapporto alla qualità (178 euro in quattro, con una sola bottiglia di vino di fascia di prezzo bassa e un solo dessert in quattro).
Oltretutto c’è una sala fumatori con la farsa dell’impianto aspirante, che ovviamente non c’è, o se c’è non funziona, per cui mangi affumicato anche nel resto del locale, torni a casa che puzzi di fumo come quando a dodici anni andavi al cinema, e, ora che non ci sei più abituato, è proprio scomodo.
Verso le dieci di sera le luci si abbassano, la musica schizza a palla, e un povero garzone di cucina con indosso la tonaca da monaco del nome del locale, offre sangria imbevibile avvolto in una nuvola di fumo da effetti cinematografici prodotta da appositi “augelli”: i bambini mostrano di divertirsi, agitano le loro carte di credito per pagare, e naturalmente fanno ooohhh.Le aragoste? Pur di uscirne saltano vive nell’acqua bollente.
ciao, palmasco
Penso che descriva molto bene un certo genere di locale milanese sempre più popolare.
No related posts.








