Signori si nasce

Settembre 2004

Allora succede che il qui presente ieri sera viaggia da Hong Kong a Taipei. Per la terza volta in dieci anni, mi fanno l’upgrade in business class, perche’ “purtroppo” l’economy e’ piena.
Non so se siete mai stati in business class, conscendo la vostra pezzenza, immagino di no. Ma che amici che ho. Ormai non mi dovrei piu’ abbassare, penso che dovrei smettere di parlarvi e scrivervi, ora che sono upgraded.

Ora, arrivo sul mio sedile e noto che il sedile di fianco, che per voi ignoranti di tali finezze biznez-clas dista mezzo metro dal mio, e’ occupato. Ovvero, c’e’ un bicchiere di aranciata abbandonato. Perche’ – se mai a cosa potesse interessarvi – in biznes ti servono un drink appena vi sedete, e io il mio scampaign me lo sono scolato come uno
shot di vodka (ma senza gettare il bicchiere).

Ero li’ che mi chiedevo chi mai potesse bersi un succo d’arancia in biznes, quando ecco che mi si presenta davanti “miss Taiwan” in persona. 20+, indossa un abitino a fiori trasparente da cui straripano due poppe sproporzionate fasciate da un reggiseno nero. Mi auto-ingesso fingendo imperturbabilita’, mentre mi chiedo profodamente
1) perche’ non e’ in first class 2) quanti film avra’ gia’ girato 3) se la da’ anche agli comuni mortali.

Passa un’ora. Un’ora di imperturbabilita’. Alla fine, miss mondo decide di offrirmi una caramella. La ingoio senza masticare. Comincio a parlare. Non parla inglese, solo mandarino. Perfetto, le mie gaffes gramamticali inteneriscono sempre. Prima domanda: sei famosa? Risposta: “no”. Complimento: “Sai, sei cosi’ bella, non puoi che essere una star del cinema”.

Si parla di shenma shenma, mentre l’aereo vira verso Taipei.

Alla discesa scatta il bigliettino da visita, lei non risponde col suo. La saluto mentre ci avviamo verso il passport control. Alla ricezione bagagli, mentre aspetto solingo la mia macchina del caffe’, si ripresenta. Chiaro, avra’ un bagaglio enorme, sta solo cercando un mulo che glielo carichi sul carrello. In quel mentre, la dea della bellezza parla di nuovo: “Ho l’autista fuori che mi aspetta, se vuoi ti do’ un passaggio per l’hotel”. Medito per un millesimo di secondo: “Sii”.

Mercedes nera, autista coi guanti. Giuro. Ho la foto. Domando: “Scusa, ha i detto che hai 25 anni … di che cosa ti occupi?” Risporta: “Stock broker, ti spiace se fumo?” Apre il finestrino. Sono a trenta centimetri dalle sue poppe. a cinquanta centimetri dalle sue gambe al vento. Mi manca il fiato. Decido di farle un corso di musica coll’i-pod. Tutti i cantanti italiani diventano miei ex-compagni di scuola ed amici. Le cuffiette condivise riducono la distanza a 10
centimetri. Sto per svenire.

Ora. Gia’ so a cosa state pensando. Se vi dico che non e’ successo piu’ nulla, scandalo e battutacce. Se vi dico che e’ successo qualcosa, scandalo e battutacce. Del resto, voi amici miei che non mi meritate, a questo punto della storia avreste gia’ le vostre mani pelose affondate sulle morbide rotondita’ della dea dell’abbondanza. Ma voi non avete due figli di cui uno ancora in fasce: il finale della storia dovra’ rimanere segreto.

Ora, prima di procedere, pensateci profondamente e rispondete sinceramente ed onestamente: voi li sapete mantenere i segreti?

Anch’io.


Maike

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