da shanghai, novembre 2004
A rendere le acque ancora piu’ torbide, e l’aria piu’ irrespirabile, si sono ora messe le regioni. Il primo fantastico precursore fu Formigoni che – pioniere tra i pionieri – apri’ Casa Lombardia in mezzo alla campagna di Pudong anni fa. Un palazzo inutile in un posto inutile, dove alcuni onesti imprenditori lombardi hanno speso un po’ dei loro soldini in cambio del nulla. Il magna magna in pompa magna continua e si espande. La Regione Emilia Romagna paga da anni un affitto esorbitante per mettere in mostra a Xintiandi (non vendere, solo mettere in mostra) i prodotti tipici romagnoli emiliani locali, e cio’ purtroppo non comprende le bolognesi.
Poi di volta in volta si susseguono le missioni commerciali, ultima quella della regione Friuli Venezia Giulia: un super cenone a Shanghai tutto gratis ma riservato agli ospiti italiani giunti in massa: assessori, consorti, amici. Di locali, manco l’ombra. Giusto qualche infiltrato, i soliti due tre italiani portoghesi …
Ci sono poi i consorzi: il consorzio del Brachetto d’Acqui innanzitutto. Da anni paga lo stipendio ad una area manager che a parte il titolo sembra mia nonna e che come tale continua a farsi fregare i soldi e a non combinare nulla. Proprio oggi si inaugura la prima brachetteria (si’, ho detto brachetteria, qualche problema?) di Shanghai, e manco a farlo apposta stasera c’e’ una bella cenona gratis dove tutti magneranno e magneranno alla faccia del consorzio.
Di palo in frasca, girano ultimamente per la citta’ quelli del “consorzio del marchio storico Chianti Classico” (giuro, si chiamano proprio cosi’). Di solito sono in tre, e giusto per non fare nomi essi sono Michele Cassano, Silvia Fiorentini e Diuska Luppi (direttore!!!). Mi annunciano che sta per partire una super campagna promozionale per
promuovere il marchio in Cina (galletto nero su sfondo giallo con corona rossa, voi per esempio lo sapevate?), inutile dire che ci aspettiamo tutti delle grandi maggniate a sbafo.
Ovviamente, i vari consorzi puntano il dito sulla mappa, e Shanghai e’ la scelta di tutti senza eccezione. Non credo di averli mai avuti ospiti nella mia ben piu’ accogliente piazza di Hong Kong, per esempio.
Domani poi c’e’ il Vinitaly Shanghai, come mancare!!! Ogni espositore Italiano riceve un rimborso del 70% delle spese, senonche’ il costo dell’hotel (prenotato guardacaso dall’ente Vinitaly) mi risulta essere triplicato rispetto alle offerte che si trovano su internet. Un altro magna magna?? Direi proprio di si’.
Insomma ragazzi qua ce n’e’ per tutti, il Gabibbo si divertirebbe proprio, perche’ non fate anche voi il consorzio del wuwei e vi catapultate qui coi fondi dell’unione europea?
Maike
No related posts.





Ho rappresentato le aziende italiane in Cina e nei miei sei anni passati lì ho avuto modo di vedere cose analoghe a quelle che illustri tu. Adesso lavoro per un’azienda cinese in Italia, e sebbene anche da parte delle istituzioni locali cinesi ci siano le cene inutili, delegazioni in viaggi premio ecc. ecc. noto una certa differenza.
L’ambasciatore cinese in Italia ci aiuta a combinare incontri nelle sfere politiche ed ai più alti livelli aziendali, l’ambasciatore precedente parlava un ottimo italiano, il consigliere economico pure ed entrambi avevano studiato in Italia.
Credo che nella globalità, pur con l’handicap di una minore internazionalizzazione ed una storia di proiezione all’estero molto più breve, il sistema paese Cina sia più incisivo e focalizzato di quello italiano.
che dire….io ci ho pure fatto la tesi su ste cose, e i prof mi prendevano pure per una sorta di reazionario – rivoluzionario o matto, che dir si voglia. vivo a shanghai da sette mesi…non posso che dire che è tutto vero. per contro….hai mai visto il german center? ecco, tanto per dire che qualcuno è capace veramente a fare le cose. peccato la location, ma per il resto fantastico!
ciao, màikè 迈克