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Bambini bolliti

28 marzo 2006
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Ricevo da Toni:

“PECHINO, Il ministero degli Esteri cinese ha protestato per la frase sui “bambini bolliti” ai tempi di Mao, pronunciata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, domenica, durante una manifestazione elettorale a Napoli. “Siamo contrariati da queste affermazioni infondate – si legge in un comunicato del ministero degli Esteri cinese – Le parole e le azioni dei leader italiani dovrebbero andare a beneficio della stabilita’ e dello sviluppo di relazioni amichevoli tra Cina e Italia”.

adesso che il pres del cons ci ha confermato che i cinesi i bambini li fanno bolliti (e se ve la siete persa leggete qui) dopo un primo momento di stupore (ma come: non piu’ fritti?) ho trovato in rete, qui: http://dust-page.splinder.com/post/7582185 questa meravigliosa ninna nanna in tema:

Bimbo alla cantonese
(la Cina è in cucina)

fate la nanna coscine di pollo
l’acqua già bolle e vi metto in ammollo
c’è la ricetta sul libretto rosso
papà pregusta goloso il suo osso

ma-o ma-o questo bimbo a chi lo do
lo darò al mio partito che ne mangia solo un dito
lo darò al timoniere che gli taglia via il sedere
lo darò alla guardia rossa che pilucca le sue ossa
lo darò a Ho Chi Minh [ variante internazionalista ]
bolli bolli bel bambin !
[ lanciandolo in aria e facendolo abilmente ricadere nel pentolone ]

Penso a tutte le aziende italiane che in e con la Cina lavorano e che si stanno mettendo le mani nei capelli.

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4 Responses to Bambini bolliti

  1. Marco Wong on 2 aprile 2006 at 11:18

    le aziende americane che operano in Cina sono abituate ai politici americani, a partire dai presidenti e dai candidati presidenti, che lanciano strali alla Cina.
    Ma un candidato americano che diventa effettivamente presidente normalmente ammorbidisce molto la sua retorica, e poi l’America ha un peso specifico diverso da quello italiano.
    L’episodio per me conferma che Berlusconi ha agito da candidato premier, e non da premier che ha tra l’altro avuto l’interim di ministro degli esteri.

  2. blau on 2 aprile 2006 at 11:59

    Sono d’accordo, Marco. Penso che il messaggio raccolto dal governo cinese sia di scarsa serietà dei governanti italiani di oggi. Come poco seri, miopi e inutili sul piano delle relazioni internazionali (e commerciali) sono le battaglie per dazi alle merci cinesi fatte da Lega Nord e Tremonti.
    Le relazioni internazionali sono anche una questione di opportunità colte, e con questi segnali l’Italia dimostra di non volerle cogliere. Poco male, altri paesi sapranno farlo meglio, e peggio per noi.

  3. itariajin on 3 aprile 2006 at 15:17

    Il bello è che poi Berlusk si è difeso dicendo che “solo un piccolo funzionario” si era lamentato delle sue affermazioni.
    Mi domando quale sia la sua soglia di attenzione; cosa voleva, che tutto il miliardo e passa di cinesi gli telefonasse indignato?

  4. blau on 3 aprile 2006 at 17:52

    A quanto pare dalle rassegne stampa ne sta venendo fuori un caso imbarazzante, soprattutto perché il 2006 è l’anno italiano in Cina.



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