Lo spam nei commenti e nei trackback del blog è una seccatura, ma è abbastanza facile liberarsene senza costringere i commentatori a registrarsi, decifrare i numerini di un captcha o aspettare di essere approvati.
In effetti mi hanno sempre stupito i blog che periodicamente si lamentano dello spam, dichiarano il chiuso per pulizie, addirittura come Giulio Mozzi che pubblica un intero blog, vibrissespam, in cui i post contengono spam e i commenti, guarda caso, sono solo spam. Un po’ come andare a camminare sotto un albero pieno di piccioni.
Qui si monsterlippa i commenti sono pochi, ma nell’altro sito che gestisco ne arrivano 30 al giorno e tenere fuori lo spam mantenendo i commenti autentici è importante. La cosa funziona molto bene con Wordpress, con l’unica avvertenza che la lotta allo spam è un processo che richiede aggiornamenti regolari. Se non si è interessati alla cosa, molto meglio aprire il proprio blog su una piattaforma condivisa, come Wordpress.com, Typepad eccetera, dove la gestione spam è centralizzata e seguita da esperti. Se invece ti piace gestire direttamente il tuo blog, sul tuo spazio web o server dedicato, questo articolo fa per te.
Su wordpress il mio antispam funziona a tre livelli:
1 – Bad Behavior
Bad Behavior è un plugin che analizza le richieste fatte dagli spammer bloccandole prima che arrivino al tuo sito. Elimina dal 80% al 99% dello spam prima che si materializzi. Dato che gli spammer si adeguano alla tecnologia di Bad Behavior, ogni mese circa ne esce una nuova versione, che conviene aggiornare. Io lo uso nella configurazione di default, senza lo “strict mode” che è estremamente efficace, ma rischia di bloccare alcuni utenti reali. Usalo, e fai una donazione al suo autore.
2 – Akismet
Akismet è un plugin nativo di Wordpress che confronta i commenti realmente arrivati sul blog (quei pochi sopravvissuti a BB) con un suo database centrale. Se un commento è spam lo sospende mettendolo in una apposita sezione. E’ possibile segnare come spam i commenti ancora non riconosciuti da Akismet, per includerli nel suo database. Con la lingua italiana ci sono ogni tanto degli errori, spam che passa e commenti veri che vengono sospesi: conviene controllare regolarmente la sezione spam di Akismet.
1 e 2 filtrano il 99% dello spam. Per i casi speciali si passa al punto successivo:
3 – filtro nativo: link e parole chiave
La sezione Options > Discussion dell’amministrazione di wordpress configura la conversazione sul blog. Io tengo aperti commenti, ping e trackback. Come prima misura antispam nativa, faccio moderare i commenti contenenti più di 8 link, che sono quasi tutti spam.
E’ poi possibile inserire delle parole chiave che attivano la moderazione automatica: queste possono essere nel testo del commento, oppure nel campo autore, email, url, IP. Io uso questa sezione con alcune parole chiave di un certo spammer italiano che inserisce commenti lunghissimi di difficile filtraggio.
La coda di moderazione va controllata regolarmente per salvare gli eventuali commenti veri, e consegnare ad Akismet il resto.
Infine, lo spesso sistema di parole chiave è disponibile per mettere in blacklist i commenti. Non uso questo sistema, perché non avrei modo di verificarne il funzionamento, ma è bene sapere che c’è se si dovesse avere a che fare con uno spammer particolarmente insistente e stupido.
Il risultato di questo alvoro è che si può tornare a conversare apertamente, senza annegare nel rumore di fondo dello spam e senza costringere i commentatori a registrarsi o a fare cose strane per dimostrare di essere delle persone in carne ed ossa. meno seccature per te e per i lettori, e commenti aperti.
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