Archive for the ‘affari’ Category

Lo sciopero dei giornalisti

Sunday, December 24th, 2006

Scrive .mau. cercando di riepilogare la vertenza dei giornalisti che ha portato a tre giorni di sciopero proprio sotto le feste.

… Beh, mi chiedo se l’avere una corporazione come l’Ordine dei Giornalisti sia un vantaggio oppure uno svantaggio per la categoria. In questi anni sono spuntate svariate “scuole di giornalismo” che dovrebbero essere in teoria la strada maestra per intraprendere la professione, ma che stanno solamente creando una serie di sottoccupati; e a tutti i giornalisti che si vede che non solo sono appassionati del loro mestiere, ma cercano anche di svolgerlo al meglio si contrappongono i marchettari che preparano i pezzi a cottimo senza nemmeno sapere di che cosa stanno parlando… e non sono necessariamente precari. Così a pelle mi sembra che le preoccupazioni dei giornalisti siano reali e importanti, ma vorrei anche essere certo che le soluzioni da loro proposte non cerchino di perpetuare la loro setta, prima di schierarmi dalla loro parte. …

Interessante il primo commento di mestesso:

… C’è anche da dire che non tutti i giornalisti sono uguali, e certe tutele, che hanno un senso per garantire la libertà di informazione, mi fanno tenerezza a quei giornalisti che lavorano a “sigaro oggi” o “la bicicletta”, entrambi a libro paga degli inserzionisti.

Le riviste di moda poi…una tizia di cui non dirò ne nome ne rivista su cui appare, ha scritto tempo fa 1 articolo per recensire una acqua minerale. Oltre allo stipendio becca 1 anno di quell’acqua minerale gratis, spedita a casa con corriere. Evviva l’onestà e la deontologia…e donne che leggete il blog, lo sapete che il 99% di quello che vedete per voi appare come fuori busta delle giornaliste, e solo per quello?

Alla fine, sai cosa succederà? Che li faranno morire di inedia. Li sommergeranno di collaboratori esterni ed alla fine ingoieranno il rospo. E ci rimetteranno tutti, quelli onesti insieme ai vari puttanieri.

Solo che ai puttanieri daranno più soldi fuori busta, a quelli onesti diminuiranno invece lo stipendio, se non diventano puttane pure loro…

Mi hanno fatto pensare a questo articolo di Alessandro Bottoni che oltre ad analizzare la crisi attuale editori/giornalisti, prova a indicare una via di uscita alternativa per l’informazione:

… perchè i giornalisti professionisti non provano a svincolarsi dalla servitù nei confronti degli editori ed a cercare fortuna da soli sul mercato? La tecnologia permette di scavalcare l’editore già da diversi anni, non solo su Internet, secondo i modelli già noti del Citizen Journalism, del Videolog, dei Blog, dei Podcast e del Printing on Demand. Basta guardare a realtà come RocketBoom, BoingBoing , Arcoiris TV, Channel 9 e Lulu.com.

In alcuni casi, è perfettamente possibile per un singolo autore pubblicare direttamente ciò che produce e ricavare soldi dalla pubblicazione, attraverso la pubblicità od attraverso la vendita del servizio. La pubblicazione può avvenire sia sotto forma di sito web che di e-book in formato PDF (da evitare accuratamente i formati proprietari…) o sotto forma di file audio o video. Da qualche tempo è possibile anche la stampa su carta e la sua distribuzione presso i punti vendita (vedi Lulu.com) Il ritorno economico dipende dalla popolarità del prodotto e del suo autore come dalla capacità commerciale di chi gestisce il servizio.

Ma la cosa più interessante è che, al giorno d’oggi, sarebbe abbastanza semplice creare delle cooperative di autori/giornalisti attraverso le quali darsi una occupazione ed un reddito senza passare da un editore.

L’esempio de Il Manifesto

L’esempio più famoso di cooperativa di giornalisti è Il Manifesto. Questa testata è prodotta, da sempre, da un gruppo di giornalisti che guadagna lo stesso stipendo (1300 euro al mese per tutti, incluso il direttore responsabile) e che si divide equamente le responsabilità di gestione della testata e di produzione degli articoli.

Il Manifesto è volutamente gestito con una logica anti-commerciale e sfacciatamente politica, per cui è riuscito, negli anni, a perdere quasi tutti i lettori e ad accumulare una vera montagna di debiti. Lo stesso modello aziendale, implementato da gente meno coinvolta in discorsi politici potrebbe facilmente dare delle discrete soddisfazioni economiche.


Giornalisti alle strette

Ancora ex negozi come abitazioni

Friday, December 15th, 2006

La vetrina dell’immobiliare che vendeva il bilocale su 3 livelli loft ex negozio si è arricchita di almeno altri cinque negozi ristrutturati in vendita come normali abitazioni. Mi vien da pensare che:

  1. c’è chi è disposto a comprare a prezzi piuttosto alti delle abitazioni al piano strada, con tutti i disagi di rumore, inquinamento, sguardi in casa e sicurezza che può avere la vetrina di un negozio trasformata in finestra di abitazione.
  2. le piccole attività commerciali che occupavano due o tre luci su strada ora stanno morendo tutte, e non se ne trovano di nuove a cui affittare o vendere lo spazio: in città le strade stanno morendo.

Il grande botto

Monday, October 9th, 2006

[non si tratta del test nucleare nordcoreano di oggi, ma di banche cinesi]

Questa settimana a Hong Kong c’e’ il lancio in borsa di ICBC (Industrial and Commercial Bank of China). Contano di racimolare 170 miliardi di Hong Kong Dollars. Nuovo record mondiale assoluto di tutti i tempi per una IPO.

Non si potrebbe pensare ad un momento migliore per un lancio simile: la borsa di Hong Kong e’ ai suoi massimi, e cosi’ pure la borsa di New York. In piu’, i recenti lanci delle altre banche cinesi hanno tutti
dato degli esiti eccezionali:

- Bank of Communication, lanciata in giugno: +100%
- China Construction Bank: + 50%
- Bank of China: +15%
- China Merchants Bank: +36% (lanciata due settimane fa)

Io pero’ sono pessimista. Secondo me tra un po’ ci sara’ il GRANDE BOTTO.

Un solo dato dovrebbe farvi pensare: secondo la Banca Centrale Cinese, nel solo 2005 sono spariti (senza lasciare traccia) circa 767 miliardi di RMB dal sistema bancario cinese. Cioe’ il quadruplo di quanto ICBC conta di incassare con il suo listing.

Soltanto un miliardo e mezzo (dei 767 spariti) e’ stato recuperato. Gli altri (credo) sono stati intascati e spesi. E poi vi chiedete da dove prendano tutti quei soldi per comperare il Chivas Regal?

Ciao
Maike

Un ottimo stendipanni

Monday, September 11th, 2006

Questa è pubblicità alla Mantellini: direttamente dal cliente, vi parlo di un ottimo prodotto che ho comprato a buon prezzo.
(more…)

Guida all’ingegneria societaria: il caso Ikea

Friday, May 12th, 2006

Un interessante articolo dell’Economist stamane sulla struttura del guppo Ikea, sul ruolo di controllo dellla famiglia Kamprad tramite una società no-profit (sic) olandese, sui metodi continuare a pagare meno tasse pur estraendo profitti.

IKEA – Flat-pack accounting – May 11th 2006

Alcuni brani dall’articolo:

The parent for all IKEA companies—the operator of 207 of the 235 worldwide IKEA stores—is Ingka Holding, a private Dutch-registered company. Ingka Holding, in turn, belongs entirely to Stichting Ingka Foundation. This is a Dutch-registered, tax-exempt, non-profit-making legal entity

If Stichting Ingka Foundation has net worth of at least $36 billion it would be the world’s wealthiest charity.

Dutch foundations are very loosely regulated and are subject to little or no third-party oversight. They are not, for instance, legally obliged to publish their accounts.
Under its articles, Stichting Ingka Foundation channels its funds to Stichting IKEA Foundation, another Dutch-registered foundation with identical aims, and which actually doles out money for worthy interior-design ideas. But the second foundation does not publish any information either.

The IKEA trademark and concept is owned by Inter IKEA Systems, another private Dutch company, but not part of the Ingka Holding group. Its parent company is Inter IKEA Holding, registered in Luxembourg. This, in turn, belongs to an identically named company in the Netherlands Antilles, run by a trust company in Curaçao.

in 2004 the Inter IKEA group collected €631m in franchise fees and made pre-tax profits of €225m. This profit is after deducting €590m of “other operating charges”.

Although IKEA would not explain these charges, because its policy is not to comment on the accounts of a private group of companies, Inter IKEA appears to make large payments to I.I. Holding, another Luxembourg-registered group

Together these companies had nearly €11.9 billion in cash and securities at the end of 2004, even after I.I. Holding paid out a dividend of nearly €800m during the year. Most of this money has undoubtedly come from the collection of franchise fees. In total, these two groups suffered tax bills of a mere €19m in 2004 on their combined profits of €553m.

Italian business in Shanghai

Thursday, November 3rd, 2005

da shanghai, novembre 2004

A rendere le acque ancora piu’ torbide, e l’aria piu’ irrespirabile, si sono ora messe le regioni. Il primo fantastico precursore fu Formigoni che – pioniere tra i pionieri – apri’ Casa Lombardia in mezzo alla campagna di Pudong anni fa. Un palazzo inutile in un posto inutile, dove alcuni onesti imprenditori lombardi hanno speso un po’ dei loro soldini in cambio del nulla. Il magna magna in pompa magna continua e si espande. La Regione Emilia Romagna paga da anni un affitto esorbitante per mettere in mostra a Xintiandi (non vendere, solo mettere in mostra) i prodotti tipici romagnoli emiliani locali, e cio’ purtroppo non comprende le bolognesi. (more…)

Il registro elettronico in classe

Saturday, September 17th, 2005

Paniscus racconta che, nella scuola dove insegna quest’anno, è stato introdotto il registro delle presenze: di carta, ma elettronico! A quanto pare, un accrocchio di fogli traforati da annerire come la schedina del totocalcio e consegnare a un ignoto amanuense sottopagato che le passerà in uno scanner.

Accordo tessile UE-Cina

Friday, September 9th, 2005

Il 7 settembre l’Unione Europea ha approvato una proposta della Commissione per sbloccare le importazioni di prodotti tessili cinesi privi di licenza, in seguito a un accordo raggiunto con la Cina (dettagli). Cosa c’è sotto? (more…)

Fineco e i Bassotti

Tuesday, September 6th, 2005

Stamattina ho ricevuto quella che sembra una mail di phishing ai danni dei clienti Fineco. Cercando sul loro sito una email a cui scrivere, ho trovato una foto curiosa:
Guardate gli occhiali e l’auricolare del tizio: li hanno disegnati! (more…)

L’arrivo di Birra Moretti in Cina

Monday, August 29th, 2005

Birra Moretti in Cina

[Ricevo da Maike]
ecco che quindi entro nella storia come colui che lancio’ la Birra Moretti in Cina. L’evento e’ immortalato al seguente sito.