il tour del delta

Novembre 2003

Da una settimana taccio, e a buona ragione. Anzi, a buone ragioni. Primo di due, si e’ rotto il monitor del mio computer di casa, dopo quattro anni di onorato servizio. Secondo di due, forte dei risultati delle vendite di ottobre (record di Vodka, record di Limoni, record di caffe’, nuovo contratto con De Kuyper, nuovo contratto con Distillerie Franciacorta, ebbene si’ adesso vendo anche la malfamata Grappa Piave, da buon alpino mancato) – dicevo forte dei risultati delle vendite di ottobre ho preso su i miei fidi scudieri WILLIAM (immaginatevi un Sancho Panza hongkonghese con un debole per la figa) e VINCENZO (immaginatevi un pugliese travestito da pusher portoricano: o un bravo) e ci siamo lanciati nel tour del delta. Continua a leggere

Pechino ieri ed oggi

Dicevo del 13 luglio. 15 anni fa, il 13 luglio, tre giovani sbandati riemergevano sudati e sconvolti dal sottopasso della Beijing Zhan.

Del tutto casualmente – ero a Pechino la settimana scorsa, e – mi pare – non vi ho ancora fatto dono del solito report. Se dovessi quindi adesso preparare il mio resoconto, lo intitolerei ‘pechino ieri ed oggi’, e punterei diritto a raccontare le nuove avventure di un mio vecchio amico – che non e’ Giorgio! Ecco quindi non-e’-giorgio seduto ad un tavolo di cristallo nella bolgia scatenata del Babyface di Pechino un un normale martedi’ notte. E’ li’ con quel suo amico, e si stanno chiedendo se mai riceveranno il resto dei soldi pagati al cameriere per le bottiglie di vodka.

Appaiono due giovani ragazze locali, perverse ed ubriache. Non-e’-giorgio e quel-suo-amico non si scompongono, ma presto le danze si fanno scatenate e le mani toccano dove non si dovrebbe. Le ragazze dicono di essere giovani mogli annoiate, mariti sempre lontani, lunghe notti solitarie. Le ragazze invitano i nostri ad uscire. Una di loro (ripeto: una ragazza pechinese!) ha un’auto, una Toyota Bianca nuova fiammante. Con l’aiuto del GPS guidano fino all’hotel, non si parla di soldi ma le ragazze pongono una condizione, una di quelle condizioni che di solito si vedono solo nei film: si fa tutti insieme, nella stessa stanza.

Non-e’-giorgio e quel-suo-amico – che pur ne hanno viste! – ancora una volta non possono che stupirsi. Ma certo non si tireranno indietro!

Ragazzi, ormai la Cina e’ definitivamente cambiata: dobbiamo cominciare a pensare di cambiare anche noi.

In the Land of Mickey Mouse

Ricevo da Maike, il nostro inviato a Hong Kong:

“Il 12 settembre 2005 si e’ inaugurato ad Hong Kong il nuovo parco dei divertimenti Disneyland. Costruito su terra rubata al mare, in sei anni, dalle parti di Lantau, con un contributo a fondo perduto di svariati miliardi di hong kong dollari da parte del governo di Hong Kong.

Come tutti sapete l’attuale governat… ops – dicevo ‘Chief Executive della Regione ad Amministrazione Speciale di Hong Kong’ – si chiama Donald Tsang. Ovvie quindi le battute e le vignette tutte ispirate a Donald Duck Tsang. Continua a leggere

La Cina dantesca

Scrive Filippo Facci che la Cina è un paese infernale per i diritti umani.

Queste cose le sento da quando ho iniziato a studiare il cinese 20 anni fa e sono sostanzialmente vere.

Come è vero che la Cina ha un tasso di crescita del 9% annuo, è un mercato redditizio e fornitore competitivo.

Degli aspetti più tristi della Cina si parla quando quel paese ci fa paura, come ora che il settore tessile e calzaturiero italiano non ha più ragione d’essere.

Quando invece ci fa comodo si parla dei guadagni e delle fortune che lì si possono fare, come ad esempio Generali nel settore assicurativo privato.

Questa comoda altalena tra inferno e paradiso mi ha stancato.

Riflettiamo sul ruolo marginale che gli affari italiani hanno in Cina. Confrontiamo le prestazioni del nostro sistema paese in Cina con quelle di Francia e Germania.