Manipolare il numero degli iscritti a un feed con Feedburner

L’altro giorno ho impostato il mio aggregatore per usare Tor come proxy di tutte le richieste di aggiornamento e lettura dei feed a cui sono iscritto. Mi sono chiesto quali sono le conseguenze per quei feed che fanno il conteggio degli iscritti con Feedburner.

Usando Tor infatti l’indirizzo IP finale con cui l’aggregatore esce per controllare il feed cambia a ogni connessione. Liferea, l’aggregatore che uso ora, normalmente controlla i feed ogni ora e quindi Feedburner dovrebbe vedere arrivare ogni giorno 24 client Liferea da diverse parti del mondo, solo per me. Ho fatto un esperimento creando un feed di prova e iscrivendomi: in effetti Feedburner segnava una ventina di lettori diversi in un giorno.

Poiché in questo istante ci sono 274 exit node Tor, il numero dei lettori fittizi con l’andar del tempo potrebbe arrivare a questa cifra. Feedburner rileva l’user agent dell’aggregatore, che è sempre il mio Liferea, ma non essendoci alcun meccanismo di persistenza della connessione (come i cookie), Feedburnerfinisce per vederli come client diversi da IP diversi. Questo problema si presenterà anche con qualsiasi altro aggregatore client che accetti un proxy, mentre non riguarda naturalmente gli aggregatori online come Gregarius, Google Reader o Bloglines.

Cercando in rete ho trovato il blog spagnolo di Carlos, anche lui per combinazione usa Liferea, che se ne è accorto un anno fa.

La prossima evoluzione di Google Street View

pompei-streetview.png

Ieri ho fatto un giro tra le foto delle strade di San Francisco con la nuova funzione Street View di Google Maps. Essa permette di vedere le fotografie delle strade dalla prospettiva di un pedone che vi cammini.

Il servizio è limitato per ora ad alcune città USA, perché prima Google deve acquisire le immagini delle strade (mandandoci un automezzo pieno di macchine fotografiche) e montarle sulla mappa.

Ho provato un forte senso di estraniamento nel ritrovare luoghi conosciuti e immagini così vivide. Se questo servizio avrà successo, il passo logico successivo per Google è, a mio parere, l’acquisizione di filmati direttamente dalle numerose telecamere presenti in tutte le città per sorvegliare traffico e negozi. O addirittura l’installazione di propri sensori in collaborazione con le autorità cittadine.

Inquietante.

Attivismo contro l’Estonia

Gli attacchi Distributed Denial Of Service contro la rete estone degli ultimi giorni sono stati da molti attribuiti alla Russia. Secondo John Bambenek dell’ISC al SANS invece

questo è probabilmente un caso di hacktivism. Le tante proteste e i boicottaggi dal lato filorusso indicano che in molti, infervorati dalla questione, hanno messo al lavoro le loro botnet. Gestire una botnet e usarla per lanciare un DDOS ICMP non è per niente difficile come per esempio avvelenare un oppositore col Polonio 210.

Della cosa parlano anche, in chiave filoestone e pare convinti del ruolo attivo dello stato russo, Roberto Dadda e Dotcoma.

Aggiornamento 3 giugno 2007: secondo Jose Nazario di Arbor Networks gli attacchi non provenivano direttamente dalla Russia, besnì un po’ da tutto il mondo senza dirigersi in particolare contro le istituzioni governative estoni. Ciò conferma uno scenario di tipo “hacktivism” e smentisce una ipotesi di “cyberwar”.

Perché non ho ancora aggiornato WordPress

Aggiornamento: ormai ho WP 2.1 dappertutto, gli ultimi problemi sono stati risolti e valeva la pena aggiornare dato che a fine mese arriva WP 2.2

Il 22 gennaio è uscito WordPress 2.1, che introduce molte migliorie nelle prestazioni e nella praticità d’uso di questa piattaforma blog e CMS. Passare dalla versione 2.0.7 alla 2.1 è semplice e indolore, eppure non l’ho ancora fatto se non in certi miei ambienti sperimentali.

La spiegazione è semplice: passare a 2.1 significa modificare leggermente l’interfaccia di amministrazione per i miei utenti, e vuol dire un pochino di lavoro per me che devo controllare che tutto funzioni. Tanto vale approfittare dell’occasione per degli interventi più profondi sulla grafica del sito e sull’organizzazione dei contenuti, magari durante un passaggio da un fornitore di hosting all’altro.

Tutti motivi per rimandare e tenersi la 2.0.x , che del resto verrà mantenuta e aggiornata per la sicurezza fino al 2010 perché è entrata a far parte di Debian Etch. Oltretutto siamo già passati da 2.0.7 a 2.0.9 con degli aggiornamenti di sicurezza.

Per questoi miei progetti come Monsterlippa, Nazione Indiana o Markelo Uffenwanken sono tutti alla 2.0.9: ancora per poco, spero.

Blog italiani e validità XHTML

Il Tao dei blog pubblica una tabella per confrontare la validità formale del codice xhtml di una manciata di noti blog italiani. Cascano tutto molto male, eccetto alcuni che usano wordpress e che collezionano comunque 20 o 30 errori. Monsterlippa non c’è, ma segna 16 errori sul validatore del W3C: poco, wow! In realtà dipende da due cose:

  • gli errori nel tema di wordpress utilizzato, che nel mio caso qui è il più recente default, e
  • gli errori all’interno degli articoli, come link malformati, formattazioni spurie e così via

Ad esempio Nazione Indiana, che usa la stessa versione 2.0.6 di WordPress, ma un tema diverso, vecchio e rimaneggiato, ha 26 errori di validazione che dipendono sia dal tema, sia dai pezzi pubblicati, come si può leggere. Curiosamente non vengono considerati alcuni errori di formattazione che accadono quando l’autore incolla i suoi articoli da MS Word, che producono pezzi non rispondenti allo stylesheet e spesso con tag malformati o non chiusi. Questo pezzo Finta Plastica ne era un esempio, prima che venisse corretto.

L’idea di considerare la rispondenza agli standard e la validità W3C di un blog all’interno di una classifica come Blogbabel è molto interessante. Serve a premiare chi investe nella qualità tecnica del suo blog, ma al contempo dice molto poco sulla popolarità di un sito. Come si legge nei commenti all’articolo del Tao dei blog, siti ad alto traffico come BoingBoing hanno un numero impressionante di errori, mentre dico io che siti come Monsterlippa, ben messi quanto a validità, restano insignificanti.

I più popolari indiani del 2005

I pezzi del 2005 letti nel 2006 su Nazione Indiana sono più vari degli anni precedenti, come autori e come temi:

  1. Io so e ho le prove di Roberto Saviano 6537 unique views 7598 pageviews
  2. Tecniche di suicidio di Sergio Garufi 2929 u.v. 3243 pv
  3. A Gamba Tesa. Etica del Pompino e perché non sarà mai un’arte nonostante Houellebcq Del maestro effeffe 2327 u.v. 3860 pv
  4. Quarto Oggiaro è un luogo comune di Gianni Biondillo 1540 u.v. 1733 pv
  5. Super santos, pali e capistazione di Roberto Saviano 1420 u.v. 1573 pv
  6. Il matriarcato di Roberto Saviano 1146 u.v. 1256 pv

  7. Busi, l’infanzia rubata (e la censura) di Aldo Busi 1141 u.v 1464 pv
  8. Boss e poeti di Roberto Saviano 969 u.v. 1065 pv
  9. A cena (e a colazione, se possibile) con Eva di Giovanni Choukhadarian 933 u.v. 1147 pv
  10. Grazie, Di Canio di Raul Montanari 805 unique views 890 pageviews

Non resta che la classifica del 2006, gli articoli più letti, i migliori o solo più controversi.

I più popolari indiani del 2004

Continuo coi pezzi più letti su Nazione Indiana. Questa volta ecco i 10 pezzi dell’anno 2004 più letti durante il 2006:

sono quasi tutti di Roberto Saviano, materiale che è spesso poi confluito in Gomorra. L’ultimo articolo conferma la popolarità del piccante e del sesso, anche in un blog letterario.

  1. Vi racconto di Marano e dei due compari. Storia di camorra politica nell’Italia dimenticata. di Roberto Saviano. 1273 unique views 1414 pageviews
  2. La brillante carriera del giovane di sistema di Roberto Saviano 910 unique views 962 pageviews
  3. Annalisa. Cronaca di un funerale di Roberto Saviano. 806 u.v. 891 pv
  4. La città di notte di Roberto Saviano 784 u.v. 897 pv
  5. Pandori e moda. La camorra spa. di Roberto Saviano. 664 u.v. 724 pv
  6. Giancarlo Siani di Roberto Saviano. 532 u.v. 562 pv
  7. L’odiatore di Roberto Saviano. 501 u.v. 547 pv
  8. La bugia perenne. Ricostruzione del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta di Roberto Saviano 437 u.v. 471 pv
  9. L’infinita congettura di Roberto Saviano 409 u.v. 454 pv
  10. Le parole che mancano: appunti per uno studio linguistico dei film pornografici di Francesca Serafini. 332 unique views 349 pageviews

segue, se riesco, la top 10 del 2005 …

I più popolari indiani del 2003

Da una fonte segreta ho accesso al sistema di statistiche di Nazione Indiana. Quale migliore occasione per una classifica degli articoli più letti? La prendo alla lontana iniziando dal traffico negli archivi passati, a cui nessuno pensa, ma che continuano a ricevere traffico proveniente da link e da motori di ricerca.

Ecco i primi 10 articoli del 2003 letti nel 2006

  1. La parola camorra non esiste di Roberto Saviano. 992 unique views, 1136 pageviews
  2. Un sogno leghista di Roberto Saviano 765 u.v, 827 p.v
  3. Bloggers, siete peggio di Liala! di Tiziano Scarpa. 375 u.v., 454 p.v.
  4. La verità, vi prego, sul sesso: parlano gli uomini di Raul Montanari. 337 u.v., 357 p.v.
  5. Scrivere sul fronte occidentale di Antonio Moresco. 142 u.v., 157p.v.
  6. L’uomo che ride di Carla Benedetti. 142 u.v., 148 p.v.
  7. Tracce di vita (Recensione aggressiva di 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire) di Jacopo Guerriero. 138 u.v., 147 p.v.
  8. Il pianeta dei fantablog di Tiziano Scarpa. 132 u.v., 140 p.v.
  9. Questo è un sito in costruzione 121 u.v., 130 p.v.
  10. Ineffabile sfera di Achille Varzi. 118 unique views, 130 pageviews

Seguiranno, se avrò tempo, i pezzi più letti degli anni successivi.

Firefox e il prefetch

Il comportamento di default di Firefox è effettuare il prefetch dei link presenti nella pagina visitata.

Come utente, la cosa consuma banda, CPU e presenta un certo rischio per la privacy e la sicurezza. Per fortuna si può facilmente disabilitare il prefetch nella pagina about:config

Fx .6 and up: Firefox has this wacky little feature that downloads pages from links it thinks you may click on pages you view, like the top result on a page of Google results. This means you use up bandwidth and CPU cycles and store history for web pages you may not have ever viewed. Creepy, eh? To stop that madness, set the network.prefetch-next key to false.

Via Geek to Live.

Come webmaster, il prefecth può falsare i dati di web analytics, caricando pagine che non verranno po sempre lette. Si può usare una regola in .htaccess per redirigere le richieste di prefetch a una pagina apposita o 404: Blocking Mozilla / Google Prefetch

Niente spam con WordPress

Lo spam nei commenti e nei trackback del blog è una seccatura, ma è abbastanza facile liberarsene senza costringere i commentatori a registrarsi, decifrare i numerini di un captcha o aspettare di essere approvati.

In effetti mi hanno sempre stupito i blog che periodicamente si lamentano dello spam, dichiarano il chiuso per pulizie, addirittura come Giulio Mozzi che pubblica un intero blog, vibrissespam, in cui i post contengono spam e i commenti, guarda caso, sono solo spam. Un po’ come andare a camminare sotto un albero pieno di piccioni.
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