Se le crisi dei mercati fossero come i problemi di rete

"Ok? Ora ho schiacciato il bottone di riavvio. Come? Sì, ora mi dà tutti zero zero zero... E adesso? Devo togliere la corrente al router, aspettare un paio di secondi e rimetterla? Così il mercato riprenderà a funzionare dici?"

Ok? Ora ho schiacciato il bottone di riavvio. Come? Sì, ora mi dà tutti zero zero zero... E adesso? Devo togliere la corrente al router, aspettare un paio di secondi e rimetterla? Così il mercato riprenderà a funzionare dici?

Da Sad Guys on Trading Floors

Google Chrome browser non legge i feed

L’altroieri ho dovuto usare la partizione windows del mio pc e ne ho approfittato per usare il browser Google Chrome (a cui con Unchrome della Abelssoft ho tolto il numero seriale unico che viola la privacy). Funziona benino tranne che non legge i RSS/Atom/XML e non posso usarlo per controllare se il feed di un sito è corretto, per iscrivermi e seguirlo eccetera. E’ una beta, ma conferma la mia idea che sia un giocattolino che userò tanto quanto Internet Explorer, cioé quasi mai.

Gli specialisti della pagliuzza

c’è un allegra brigata di specialisti della PAGLIUZZA, che godono enormemente di fare le pulci a normali cittadini come Biondillo e me, e altri come noi, solo perché osiamo ogni tanto fare e dire qualcosa contro la TRAVE di un governo semimalavitoso, che ha monopolio quasi integrale dell’informazione, che attacca le istituzioni democratiche, che ha nel governo un partito apertamente razzista.

Io non trovo questo atteggiamento innocente.

Andrea Inglese su Nazione Indiana

Paura, cattiveria e tortura

Andrea Inglese su Nazione Indiana scrive della vocazione alla tortura:

Questi torturatori ordinari aspettano, all’interno di ordinarie democrazie, che si creino quelle situazioni d’eccezione, affinché la tortura in divisa, esercitata a nome dello stato, sia tollerata e difesa. Ma essendo molti di questi aspiranti torturatori davvero poco coraggiosi, essi non si sentono davvero tranquilli nel pestare, umiliare, insultare senza motivo una persona indifesa, se non percepiscono che anche al di fuori della corporazione, anche al di là delle garanzie burocratiche e politiche, esiste uno sguardo bonario, indifferente, non giudicante.

Sergio Baratto sul Primo Amore scrive della cattiveria e della morte civile che ha impregnato l’Italia. Quando è iniziato tutto ciò?

Non so dire quando hanno incominciato. I nemici fabbricati a tavolino nelle stanze della politica e nelle redazioni dei mass media sono tanti.
Hanno iniziato all’epoca del G8, quando il pericolo erano i noglobal facinorosi e teppisti, le zecche comuniste, i nemici interni dell’Occidente. Andatevi a rileggere i deliri che Oriana Fallaci scrisse nel 2002 prima del Forum Sociale Europeo di Firenze. Per quanto mi riguarda, la cosa più sconvolgente non è la vomitata di bile della defunta giornalista, ma che un giornale presunto serio sia stato disposto a pubblicarla. E che dopo averla pubblicata abbia continuato a reputarsi e a essere reputato serio (ma anch’io, che sciocco! sto parlando del Corriere, un giornale su cui scrive gente dello scalibro di Pierluigi Battista…).
Hanno iniziato in Via Tolemaide, alla scuola Diaz, Alla caserma di Genova Bolzaneto: “Omosessuale, comunista, merdoso, frocio, ebreo, bastardo“…
Hanno iniziato dopo l’11 settembre 2001 con il terrorismo a mezzo stampa, con la campagna antiaraba e antimusulmana.
Hanno iniziato in grande stile all’epoca della Lunga Campagna Elettorale con gli zingari, con le foto dei borseggiatori minorenni alla Stazione Centrale.
Hanno cominciato gli amministratori di sinistra con i lavavetri e i mendicanti. Come sempre, a sinistra, giustificandosi nel nome delle migliori e più edificanti intenzioni filantropiche.
Hanno iniziato con la persecuzione burocratica dei rom: censimento per razza e religione, impronte digitali. Cose che non si vedevano in Italia dalle leggi razziali sono passate così, nella sostanziale indifferenza. Anzi con un certo favore.
Hanno iniziato i sindaci sceriffi, con le ordinanze folli, con i poteri speciali. Non sedersi sulla panchina in più di due, non girare con la birra in mano, manganelli ai vigili. Intanto le mafie colonizzano il Settentrione: i sindaci sceriffi che fanno? Non sparano ai cattivi? I milanesi che fanno? Smettono di aver paura dei negri, di odiare gli zingari, e cominciano ad aver paura della ‘Ndrangheta?
Hanno iniziato gli amministratori locali di destra e di sinistra, hanno iniziato con gli sgomberi, le ruspe. Bologna, Pavia: giunte di centrosinistra.
Hanno cominciato con la strage di Erba: a imperitura memoria una grande pagina di giornalismo.
Quindi hanno passato il testimone. L’hanno preso in tanti.
Hanno iniziato quando le dichiarazioni dissennate di gente come Bossi, Calderoli o Gentilini (tre nomi per molta più gente) hanno smesso di sembrare scandalose e sono diventate la norma.
Hanno continuato col ridere non di Pier Gianni Prosperini, ma con Pier Gianni Prosperini. Oggi siamo persino capaci di trovare irresistibile uno così. Di votarlo. Uno che al bar di paese avrebbe anche un suo ruolo di pubblica utilità come macchietta caratteristica con cui bere un bianchino, in un paese normale non diventa assessore regionale.
In basso, tra la carne da cannone, è cominciato con un brusio di fondo quasi indistinguibile. Piano piano il brusio è cresciuto. I luoghi comuni di sempre, quelli che girano da sempre nei mulinelli della fogna morale collettiva, quelli che passano di bocca in bocca e sembrano tanto innocui, hanno cominciato ad assumere statuto di verità condivisa. A chi non è mai capitato di sentir parlare delle trentacinque mila lire al giorno che “il governo” erogava (eroga) agli zingari? A chi non è mai capitato di sentirsi dire “attenzione alle zingare che rubano i bambini”?
Non dimenticherò mai le parole della commessa bionda e ricciolina intervistata alla tele nell’estate del 2007, dopo che quattro bambini rom sono bruciati vivi nella loro baracca da miserabili e i loro genitori sono stati accusati di abbandono di minori: “Quelli hanno una percezione diversa del dolore”. Anche lei, nel suo piccolo, ha partecipato.
Hanno continuato a Opera, a Ponticelli. Il Sud e il Nord finalmente uniti.
A Bussolengo.
A Torregaveta, luglio 2008: Cristina e Violetta, tredici e quindici anni. Le ha uccise il mare. Poi, una volta trascinati sulla spiaggia i loro corpi, le hanno uccise i bagnanti che hanno continuato a magiare, giocare a freesbee, prendere il sole. Infine le hanno uccise i mass media italiani, per cui evidentemente nessuna barbarie che venga da italiani può essere lasciata circolare impunemente.
Si è passati con la naturalezza di un movimento peristaltico ai “negri di merda”. Ritorno a un grande vecchio classico, mi verrebbe da dire, se avessi ancora voglia di scherzare.
La prostituta gettata a terra, Abba ucciso a sprangate, i cortei antinegri a Pianura, la strage di Castel Volturno.
Ieri Emmanuel, 22 anni, pare picchiato dai vigili urbani perché è un altro negro di merda.
I prossimi chissà, saranno i froci, già molto quotati dai bookmaker.

La profilazione spiegata al grande pubblico

Hanay Raja sul Corriere spiega cos’è la profilazione online e come impedire che i motori di ricerca raccolgano informazioni su di noi. E’ interessante che questi concetti raggiungano i molti lettori del Corriere della Sera.

La parte che ho apprezzato di più è dedicata a Scroogle, che uso da molto tempo e di cui segnalo la versione SSL (che cifrando la connessione impedisce a un osservatore di leggere quel che fai) e il plugin di ricerca per Firefox nella versione SSL (qui la pagina completa).

Molto valida anche la segnalazione di Privoxy, un proxy locale che ripulisce le rischieste dalla maggior parte delle minacce alla privacy (cookie, javascript, pubblicità) ed è molto configurabile.

Poco validi secondo me invece le estensioni Firefox TrackMeNot e Scookies, che sostanzialmente alterano i dati profilati con richieste fasulle e mescolando i cookie. Risulta facile per chi fa profilazione filtrare via i dati di navigazione fasulli, e lo scambio di cookie crea comunque un profilo di comunità.

Però Scookies ha una dimensione collaborativa e sociale che non conoscevo ed è frutto di uno degli autori di Luci e ombre di Google (vedi anche su Nazione Indiana 1 e 2), un testo italiano fondamentale. Approfondirò.

Capire gli zingari e le metropoli a Milano: Gianni Biondillo

L’ultimo capitolo di Metropoli per principianti di Gianni Biondillo parla del campo nomadi di via Idro a Milano, visitato dallo scrittore con la figlioletta. E’ un bellissimo spaccato di vita familiare nomade e una chiave per comprendere le ragioni speculative immobiliari della recente ondata razzista in Italia.

Aggiornamento 2.6

Ho passato il blog alla versione 2.6 di wordpress, questo post serve solo a controllare che funzioni tutto. Finora non ho visto grosse novità per l’utente, mentre le migliorie complessive pare siano molte.

Riferimenti circolari

Questa immagine si morde la coda due volte:
44cb4b91287cfcd8111d471867502a3cac861ab0.jpg

per quello che rappresenta, e per il nome del file che è l’hash del file stesso:

$ openssl sha1 44cb4b91287cfcd8111d471867502a3cac861ab0.jpg
SHA1(44cb4b91287cfcd8111d471867502a3cac861ab0.jpg)= 44cb4b91287cfcd8111d471867502a3cac861ab0

Inizialmente via Marco d’Itri it.fan.marco-ditri

E no, non funziona l’image uploader di wordpress 2.5.1 maledizione.

Non mi piace wordpress 2.5

Sono appena passato da 2.3.3 a wordpress 2.5 qui su monsterlippa. Non sono granché soddisfatto:

  1. la gestione degli articoli non permette di selezionare i pezzi per autore né per stato; se ho un blog di gruppo gli autori fanno fatica a lavorare sui propri pezzi, sia di archivio che in via di pubblicazione;
  2. sempre nella gestione articoli, non compare l’ora di pubblicazione, utile per programmare vari post nell’arco della giornata;
  3. la pagina per scrivere un articolo è stretta, le opzioni (stato, data e ora, trackback, categorie etc) che erano sulla destra sono ora sparpagliate tra la colonna destra e il fondopagina;
  4. l’upload di immagini dal pc è bacato: mi ripete 3 volte ogni immagine, sfasandola e andando fuori dai margini della finestra javascript di upload;
  5. la gestione dei widget rende difficile capire come mettere un widget nella colonna 1 o 2;

Il punto 5 interessa solo me come amministratore, ma i punti 1 2 3 4 significano disagio per gli autori di un blog di gruppo, tante email di spiegazioni, richieste di aiuto.

Per il resto ci sono cose molto positive sul fronte delle funzionalità (migliore editor visuale, media gallery per chi fa foto) e della sicurezza (salted hashes delle password). Ma aspetterò a lungo prima di aggiornare altri siti, specialmente quelli con molto autori.

What is lorem ipsum?

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