La traduzione di Tolkien

Scopro grazie a Massimo Morelli che “Il Signore degli Anelli” di Tolkien è stato tradotto in italiano da una allora quindicenne Vittoria Alliata. Curioso l’incontro della traduttrice con il curatore dell’edizione italiana, Quirino Principe: lui rigido e asciutto aristocratico dello spirito, lei giovane, spigliata e di famiglia notabile per davvero. Ecco la versione dei fatti di Quirino Principe e quella di Vicky Alliata di Villafranca.

Tag e qualità

Giuseppe Granieri scrive:

Il salto di qualità la Rete italiana può farlo, a mio parere, solo cominciando a comprendere che la produzione di informazioni (post) va realizzata a due livelli: il livello del testo ed il livello dell’organizzazione delle informazioni. Se tutti intuitivamente comprendiamo la nocessità di organizzare (comporre) un testo, dobbiamo anche imparare a costruire testi ricercabili.

Ormai è chiarissimo che, per quanto sembri un paradosso, la soluzione all’information overload non è la limitazione alla pubblicazione, ma l’aggiunta di ulteriori informazioni. Un esempio di informazioni che, aggiunte, consentono un migliore accesso ai testi sono i tag. Qui, una buona spiegazione di Bruno (che vi consiglio di leggere).

Io su WordPress sto provando SimpleTags per inserire facilmente tagging per Technorati.

Consumatori o cittadini?

la prevalenza delle emozioni dinanzi a un messaggio, rispetto al significato effettivo del messaggio stesso, è cosa da consumatori, non da interlocutori.

Lo scrive Lia di Haramlik riflettendo sulle ondate di commenti aggressivi e minacciosi che riceve ogni volta che scrive di Palestina ed Israele.

Dipende, secondo lei, dall’incapacità di alcune persone di leggere e argomentare criticamente, dalla seria difficoltà di fronte all’analisi di un testo, per cui è più facile assecondare le proprie paure e l’aggressività contro chi contraddice l’esperienza quotidiana. E siccome la nostra esperienza quotidiana è fatta dalla pubblicità dei telefonini TIM e dalla televisione commerciale, proporre qualcosa che non sia consumo, ma discorso, è diventata una colpa.

Rivalutare gli scout

Gli scout non li ho mai capiti, con la loro mitologia da libro della giungla e un’idea della natura da romanzo per ragazzi. Però ho capito che c’è di più quando ho scoperto che durante le gite i ragazzi non possono portarsi dietro il telefonino. Niente smessaggini, chiamate ansiose della mamma, quandotornibellomettodipapà.

Me lo spiegava un’amica, che suo figlio sedicenne in gita è irraggiungibile e le telefonate che lei riceve (e fa) sono quelle della catena dei genitori che si organizzazione per andarli a prendere domenica sera.

Niente distrazioni, lontano dalle ansie materne, una vera vacanza per i ragazzi, ma forse anche finalmente per i genitori, liberi di essere adulti.

Terrorismo, guerriglia e consenso

Cos’è il terrorismo? Secondo l’ISTRID – Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, riportato da Megachip, è:

una forma di azione violenta, tale da mettere in pericolo la popolazione civile, e quindi indurre una condizione di “terrore” diffuso così da ottenere alcuni risultati di tipo politico (per es. cambiamento di governo, sottomissione a potere esterno, separazione e autonomia regionale, ecc.). […] Continua a leggere Terrorismo, guerriglia e consenso

Oltre lo specchio in Israele

X è andato in Israele col suo compagno, dicevo, e adesso è tornato per finire il trasloco e mi dice che è contento.
“Allora, come ti è sembrata Tel Aviv?”
“Ah, una meraviglia, con quella spiaggiona e quasi niente grattacieli, una città molto vivibile! Stiamo cercando casa verso Jaffa e stiamo benone etc.”
“Eh, Tel Aviv è bella, sì. Ma nei Territori ci siete stati?”
“No, non ancora.”
“Uhm, attento a quando ci andrai. Per me fu uno choc, cambiò completamente la mia percezione di Israele e guarda dove sono finita, poi!” lo avverto ridendo.
E lui non ride, invece. Abbassa un po’ la voce, come se ci fossero degli israeliani a sentirlo, e si fa serio: “Sì, lì me lo hanno già detto tutti, all’Istituto. Che dopo essere stati nei Territori non è più possibile vedere Israele allo stesso modo. Succede a tutti: da quel momento, ti sembra tutto uno scenario. Attraversi lo specchio.”
E fa una smorfia, ché prima o poi gli toccherà e si vede che non ne ha voglia: uno vorrebbe solo stare in una bella città con una bella spiaggia.
Sarebbe bello non sapere mai cosa c’è dietro. Lo capisco.

Da Lia