Il Caro Leader deve filare diritto

Dopo la prima notizia di Maike sulla visita di Kim Jong-il in Cina, un altro aggiornamento:

e’ ufficiale, il caro leader e’ stato in cina. la notizia e’ trapelata ieri, DOPO che il treno del caro leader aveva oltrepassato la frontiera cinese, al rientro in corea del nord.

la notizia del treno proviene dallo spionaggio sud-coreano.

invece la notizia della visita in cina e’ stata ampiamente documentata dai media cinesi. stamattina, avendo perso il mio shuttle bus delle 8 e venti, ho acceso la tv a caso a casa, e guardacaso c’era il servizio della cctv.

Le immagini:

1) il caro leader che parla a hujintao seduti ad un tavolone ovale, in una stanza non ovale. al centro del tavolo fioriere troppo alte per permettere ai due di vedersi.
2) il caro leader con wenjiabao, su due poltrone adiacenti. gli interpreti incucciati dietro.
3) visita alla diga, con il caro leader che guarda giu’ dal muro, la cascata dell’acqua.
4) visita alla fabbrica hi-tech
5) visita alla metropolitana (immagino si trattasse della nuova linea in apertura a canton). breve viaggio in metropolitana.

un servizio di cinque minuti. le immagini, se non fosse per i primi piani su wen e hu, potrebbero essere state girate dieci o venti o trenta anni fa. tali e quali.

Dai giornali: pare che il caro leader sia pronto a riattivare il dialogo a sei sulla proliferazione nucleare. in altre parole, pare che la clausola del ritiro preventivo delle forze USA dalla corea del sud sia venuta meno (ma questa e’ una pura congettura).

Il mio commento: stavolta il caro leader si sta giocando la stima dei cinesi, il servizio televisivo non lascia adito a dubbi. O fa quello che gli e’ stato detto (qualsiasi cosa cio’ sia), o e’ la fine per lui. Come dice anche l’articolo sotto, la visita di Hujintao a Pjongyang era avvenuta soltanto 70 giorni fa. Io penso che forse – se avessimo soldi – dovremmo tutti comperare azioni della Samsung.

Ciao,
Maike

The Korea Times:

Dear Leader in China
Pyongyang Should Seek Ways in Open Reform

North Korean leader Kim Jong-il is reportedly visiting China, only 70 days after he met Chinese President Hu Jintao in Pyongyang. One could naturally assume then that, either Kim has a very urgent problem, or needs to directly attend to something in China, or both. It would also be a safe bet that Kim’s secretive visit has something to do with the six-nation talks on Pyongyang’s nuclear weapons program, stalled amid the U.S. financial sanctions. At stake is whether the two allies find a breakthrough.

There are visible signs the isolationist regime is suffering a cash shortage _ particularly since Washington, citing Pyongyang’s alleged counterfeiting, money laundering and drug running, choked off the spigot of the dollar pipeline. Beijing must have been well aware of the situation, as the bank in question is based in its territory of Macao. So, Kim will likely be asking Hu’s advice while sounding out how far China would go with its cornered neighbor on this matter. The answers could ㅡ and should ㅡ be negative.

The North must know both China and South Korea have made clear the financial disputes should be separate from the denuclearization talks. No one can defend criminal activities if there is undeniable evidence of them. The United States’ duty in this regard is to present evidence to convince at least other parties in the regional disarmament talks, especially if it wants their cooperation. Refusing talks while defending unilateral moves is not a good negotiating strategy.

Recent developments seem to indicate the United States has returned to a hard-line, containment policy on Pyongyang. Based on what the North has claimed, Washington’s simultaneous charges on both criminal and human rights fronts could be seen as its unwillingness to solve the nuclear crisis urgently. Others can criticize the U.S. strategy but cannot change it if it’s Washington’s pronounced policy. The choice is up to the North: To maintain a nuclear standoff with others’ economic aid or seek other ways.

Kim’s ongoing visit may be aimed in this vein at reconfirming China’s pledge to provide $2 billion in economic aid. If realized, this may prolong the present North Korean regime somewhat but falls far short of fundamentally helping it to overcome its economic crisis. The only way for Pyongyang to revive its dilapidated economy is through opening the country to capitalistic reform. This is why Kim should stay more in Shanghai and other economic cities than in Beijing for diplomatic maneuvering.

Reform and liberalization, of course, have accompanying risks, but these will be far more worthwhile and much less dangerous than those resulting from nuclear adventures. Leaders in both Seoul and Pyongyang should also think about the adverse effects of their undue reliance on China when considering long-term strategy.
01-11-2006 19:39

Gli Istituti Confucio e le geishe

Ricevo da Maike:

vi passo due notizie da qua. la prima e’ che la cina pare abbia finalmente deciso che i suoi (futuri) istituti di lingua all’estero si chiameranno Istituto Confucio. Per intenderci, sara’ il corrispettivo del Goethe Institute, British Council, Alliance francaise, Istituto Cervantes e Dante Alighieri. Istituto Confucio, che sorprendente decisione, vero? Se va avanti cosi’ presto avremo anche l’Accademia Lin Piao. La notizia e’ dal NY Times (non intendo quella di Lin Piao, ovviamente).

La seconda notizia e’ che il nuovo film sulle Geishe – quello con Gong Li – sara’ censurato in Cina. O forse no. O forse si’. Insomma il censore e’ indeciso. Si teme che la figura della puttana giapponese interpretata da una cinese urti gli animi cinesi. Intanto la cosa ha urtato i giapponesi, un popolo che si ostina a dire che le loro puttane non sono come tutte le altre … Comunque sia, le copie pirata del DVD sono gia’ in vendita ovunque, a 7 RMB.

I viaggi di Zheng He

Nel XIII° secolo un ammiraglio cinese, Zheng He, con la sua flotta imperiale fece lunghi viaggi per gli oceani del globo. L’enorme bagaglio di informazioni e conoscenze che riportò in patria non ebbe una eco adeguata perché un deciso mutamento nella politica imperiale cinese pose fine alle esplorazioni marittime e a ogni progetto di proiezione navale cinese. Oggi vi è chi sostiene che Zeng He avrebbe raggiunto il continente americano ben prima di Cristoforo Colombo.
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