Nessun titolo per Prodi in Cina

Ricevo da Maike e pubblico:

Ecco vedete, se c’era Berlusconi era meglio. Sicuramente sarebbe riuscito a ottenere il primo titolo del TG1. Certe volte basta un “Comunisti assassini” detto con un sorriso al governatore del Guangdong, oppure “Cosa mangiamo stasera a Nanchino: bambini?”. Invece Prodi, cosi’ formale e serio, sempre con la parola giusta, finisce per rovinare l’intera missione italiana in Cina. Almeno poteva portare un po’ di amichette ballerine come il caro estinto Craxi nel 1986. E invece no. Oggi non c’e’ nessun titolo da scrivere, e cosi’ la fantastica Missione Italiana in Cina verra’ dimenticata ancora prima di essere completata.

A Canton, giovedi 14 e venerdi 15 settembre 2006, c’era Prodi. C’era Emmabonino. C’erano almeno 500 italiani, molti di essi per la prima volta in Asia, in Cina e a Canton. C’era la banda dei carabinieri in divisa. E c’ero io.

In mancanza di notizie, non posso che raccontarvi i retroscena (molti) e i fondischiena (?), le messinscene (molte) e le mezze cene, e i vezzi, i pettegolezzi, i soldi sprecati, e quelli risparmiati. In ordine.

Retroscena.

Agli occhi di Roma la “fiera delle piccole e medie aziende cinesi di Canton” deve essere suonato come il titolo giusto. Poi cadeva nei giorni giusti. Non c’era molto tempo, dopo la vittoria elettorale primaverile. In quattro e quattro sette l’ICE di Canton ha affittato un padiglione, ha chiamato a raduno le regioni di sinistra, e in quattro e quattro sei si e’ inventato l’evento dell’anno. Tutto il mondo viene a Canton in Ottobre e in Aprile (cento edizioni quest’anno) per acquastare di tutto. L’Italia pioniera e’ venuta a vendere in Settembre. Ancora una volta l’ICE, in quattro e quattro cinque e’ riuscito a sfolgere fino in fondo il suo ruolo.

Fondoschiena.

Il titolo del paragrafo e’ fondoschiena. Ma il paragrafo finisce qui.

Messinscene.

Non so se la vergogna prevarra’. E con la vergogna il silenzio. A nulla varra’ il mio urlo: “ERA TUTTA UNA MESSINSCENA COLOSSALE, LA FIERA. PADIGLIONI REGIONALI CHE MOSTRANO IN ORDINE SPARSO COSE ITALIANE SOTTO VETRINA. PENTOLE MOLISANE, VINI NAPOLETANI, LEVIGATRICI DI PIETRE, FOTO DI IMPIANTI TESSILI, LA REGIONE PIEMONTE CHE PRESENTA IL DESIGN ITALIANO COSI’ PER I CINESI COPIARE DIVENTA ANCORA PIU’ FACILE. PUBBLICO DELLA FIERA? NOI STESSI ITALIANI, GLI ESPOSITORI, E QUALCHE CINESE PERDITEMPO. TI PARE CHE I VIP CINESI VADANO ALLE FIERE?”. A chi giova tutto cio’?

Mezze cene.

Alla serata di apertura, il governo cantonese ha offerto un buffet a tutti gli esibitori italiani. Mi sono infiltrato non invitato, senza biglietto. Riso fritto, pasta al pomodoro scotta, broccoli bolliti, dolcetti fritti alla cipolla. Ecco quindi scene patetiche quali il marito-console di Hong Kong che degusta in piedi le sue pietanze parlottando con il direttore dell’ICE. Sui bicchieri da vino, servivano coca cola (che da lontano sembrava vino rosso) e birra “Pearl River Delta Beer” che da lontano sul calice sembrava vino bianco. Sono sicuro che alla mia festa di compleanno di otto anni, abbiamo mangiato e bevuto molto meglio.

Vezzi.

Prodi l’ho visto, e’ transitato tra gli stands italiani a passo di marcia inseguito da cento cravatte. Si fosse preso il vezzo di andare al padiglione di fianco, o a quello del piano di sotto, avrebbe certamente capito che gli stands italiani li’ non c’entravano proprio niente.

Pettegolezzi.

L’ho visto io, italiani che rilasciavano dichiarazioni ad altri italiani, non so se parlavano di Cina o di altro, ma sono certo che gli uni e gli altri erano completamente ignari di di essere a Canton, e perche’ mai fossero li’. Nessuno dal governo centrale cinese si e’ degnato di accompagnare Prodi. Il quale ha quindi pensato di portarsi in Cina la moglie (dicono le cronache rosa).

Soldi sprecati.

Diciamo che abbiamo fatto una donazione alla Cina. Poveretti, hanno bisogno! Due conti:

500 persone, ognuno in Cina 5 giorno (EURO 300/notte) piu’ biglietto aereo (EURO 2000) piu’ spese (EURO 100 / giorno) piu’ stipendio (EURO 200 / giorno) = EURO 2,500,000.

10 booth regionali alla fiera + 2 Ice + 1 ministero dell’Ambiente (giuro!) + 80 booth aziendali = 10000 mq. EURO 300/mq + EURO 100/mq di decorazione + EURO 300/mq di merce in esposizione = EURO 7,000,000. Adesso facciamo le somme ICE, e in quattro e quattro sedici diciamo che il governo italiano ha sborsato probabilmente EURO 20,000,000 per la Missione. Calcolando un’affluenza di 100 cinesi / ora alla fiera, e cioe’ 3000 visitatori (esagero!), il costo e’ di EURO 6,666 a visitatore.

Soldi risparmiati.

L’ICE Asia ha chiamato tutte le aziende locali asiatiche mettendo una certa pressione per partecipare (a spese nostre) a questo evento eccezionale, forse unico (speriamo). Pochissimi quelli che hanno ceduto. La mia curiosita mi e’ costata qualche centinaio di renminbimbi, ma altrimenti come avrei potuto scrivere quanto sopra?

Io c’ero.

Ciao

Maike

– feel the difference

2 commenti su “Nessun titolo per Prodi in Cina”

  1. purtroppo c’ero anch’io. ero anche a nanchino…

    se vuoi un eco lo ha dato il manifesto e radiopopolare.

    ad ogni modo mi permetto di correggere…una notte all’hotel erano circa 100 euri…..

    ciao , l’altro maike

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