Aridalli a Giovanni Lindo Ferretti

Dopo il successo (si fa per dire) di demenziali commenti al pezzo su GLF qui in monsterlippa, vi segnali due interessanti analisi della sconcertante conversione papista del nostro musicista e cantante:

Il primo parafrasa il “moriremo democristiani” in Morire cristiani, la parabola di Lindo Ferretti di Giuseppe Veltri, che in conclusione osserva:

Certo e’ che sapere che da fedele alla linea sia diventato fedele alla Chiesa, la dice lunga su quanto ci siano persone che necessitano di “pensiero forte” per poter trovare un senso alla loro vita. Venendo a mancare una scuola di pensiero forte, si muovono molto spesso verso l’altra.

Il secondo articolo è una recensione di Andrea Tarabbia al libro Reduce di GLF: A chi si genuflette Lindo.

Tarabbia inizia con dei rilievi sulla scarsa qualità della scrittura di Ferretti in questo libro, farfugliata e omertosa:

È un libro scritto senza un disegno, senza un piano, e francamente credo che anche il suo autore avrebbe qualche difficoltà a spiegarne l’argomento e il fuoco. […]
si perde tra le parole che egli stesso elogia, e dà vita a una prosa confusa, che vuole essere lirica e raramente ci riesce. Inoltre non parla, mai, dei CCCP e dei CSI.

Si chiede poi che senso abbia il titolo del libro:

Reduce da che? Tutti i reduci parlano di quello che è stato, della cosa nei confronti della quale si sentono e sono reduci. Ferretti no, o almeno non fino in fondo. Questo era e doveva essere un libro dovuto, dovuto alle migliaia di persone per le quali Ferretti e Zamboni hanno contato qualcosa, era l’occasione per fare il punto della situazione presente e il bilancio di quella passata, e questo era, inoltre, ciò che il titolo italiano prometteva. Ne è venuta fuori un’operazione di riduzione, di cernita e di scarto, dove a essere scartato è tutto quanto Ferretti (e con lui noi) è stato in un periodo della vita che ha il diritto di rinnegare ma non di dimenticare.
Invece, soprattutto dopo il capitolo dedicato a Israele e alle visite al Santo Sepolcro, Reduce diventa sempre più una sorta di predica moraleggiante, ultracattolica e conservatrice:

La conclusione è la stessa di Veltri, e non mi sorprende:

Ecco dove, allora, secondo me il Reduce, italiano o inglese poco importa, fallisce: nel non accorgersi, o nel rifiutare di farlo, che quella di oggi non è altro che una nuova e parimenti radicale declinazione di un principio vitale e innegabile: la volontà di genuflettersi, di avere qualche cosa che sta sopra a cui riferirsi e a cui demandare. Che si tratti di Brežnev o di Benedetto non è che contingenza.

Delle genuflessioni di Ferretti si discute ferocemente anche in questo post su Nazione Indiana, nella colonna dei commenti, dove roberto aka robertologo ne fa una curiosa apologia.

9 commenti su “Aridalli a Giovanni Lindo Ferretti”

  1. chiaramente di non faciel comprensione, ogni suo scritto è comunque degno di nota. resta il fatto che se prima citava miriadi di personaggi, rimandava a discorsi semisconosciuti e poteva stare ore a parlare di un divano smontato, adesso è melenso e un po’ ripetitivo. non in senso offensivo, si intende. le malattie deformano ogni mente. integralista o iperccentrista. la malattia è malattia. fa male proprio. il problema è ceh dopo non ti accorgi che stai dicendo cose abbastanza opinabili.

  2. tutte queste critiche a ferretti (di cui ho letto una meravigliosa lettera al foglio sul tema del rifiuto del dolore) che trovo sui blog, non so perché, mi danno l’idea di una ripicca nei confronti dell’ex “compagno” che ha scelto una strada diversa. è così difficile comprendere la diversità?

    (quasi quasi gli conveniva rimanere comunista. sai quante recensione entusiaste avrebbe ricevuto!)

  3. Ma no, semplicemente la vocazione papista di Ferretti è piuttosto debole sul piano delle idee e contraddittoria sul piano del suo vissuto personale, come si evince dalle due critiche che ho citato nel pezzo e che invito a leggere interamente.

    Musicalmente la sua produzione è scesa di qualità e si è scelto compagni di strada stonati e acritici (De Marco ad esempio). Peccato, pazienza.

  4. “di avere qualche cosa che sta sopra a cui riferirsi e a cui demandare”

    A cui domandare, non a cui demandare.
    Il verbo giusto è domandare.

  5. che lindo ferretti sia assolutamente libero di smontarsi e rimontarsi tutte le volte che vuole di svegliarsi la mattina e decidere che maschera indossare, se una bella chioma di capelli blu o un saio casto che fa molto povero e fa sembrare uomo di altri tempi è fuori discussione che lo faccia pure! non gli ho mai augurato nulla di male e non comincerò certo a farlo ora anzi visto che siamo in tema lo benedico… però…però lui dice di aver imparato molto da gerusalemme da israele e dopo aver visitato il santo sepolcro e ora si sente rinato ad una nuova spiritualità, ora si sente più vicino alla natura, è tornato tra i monti con le capre e i cavalli che lo hanno riportato ad una archetipica sintonia e armonia con la vita vera, quella sana ,quella vita lontana dalle cose materiali grige e tristi. ora sembra dire di essere diventato solo spirito… ma io onestamente tutta questa spiritualità nel suo libro non l’ho colta continua ad urlare e provocare esattamente come un tempo.credo invece che una persona veramente spirituale sappia creare armonia intorno a se perchè è questa l’unica cosa che veramente vuole, vuole trasmettere pace e trovare possibilità di comunione. ma a me Lindo nel suo libro(che ho letto due volte diseguito) non ha trasmesso nulla di simile non basta benedire papa benedetto per essere una persona spirituale!! ho avuto modo di vedere molti blog dove la gente è arrivata ad insultarsi in nome di giovanni lindo ferretti…chi lo difende chi lo considera un traditore chi ne fa un eroe. mah!! forse questa persona, che per molti aspetti stimo, sta parlando a voce un pò troppo alta forse dovrebbe abbassare i toni quantomeno per rendere più credibile la sua nuova maschera di moderato di centro destra. lui ora dice:” ve lo avevo detto di non trasformarmi in megafono!!” il fatto è che lui sa di essere un megafono perchè fa di tutto per esserlo altrimenti avrebbe potuto vivere indisturbato tra le sue capre e” fare l’eremita che rinuncia a se ” no! il nostro lindo è malato di protagonismo ama stare sul palco…ma allora perchè vuole farci credere il contrario??perchè ora si vuole spacciare per l’asceta illuminato che crede che ” l’unico nemico che possiede la parola è l’abusarne, perchè l’eccesso la vanifica”?? lindo lasciatelo dire sei proprio l’ uomo di questo tempo che tanto contesti!!… e un’ ultima cosa dici di sentirti orfano di una sinistra che non c’è più io credo che se questa sinistra di cui tu parli non c’è più è forse perchè è rimasta lei orfana di quegli individui che la facevano esistere e che forse come te si sono divertiti un pò troppo a fare il carnevale!!

    buona vita a tutti voi e anche a te lindo!!

  6. demandare e’ un verbo giusto. la costruzione della frase e’ corretta. domandare cambia il senso della proposizione.
    piantiamola di fare i maestrini…come lindo

    e’ una persona particolare che vuole e secondo me merita di essere al centro dell’ attenzione.
    non per questo va stimato, a mio parere.
    non per questo biasimato.

    nemmeno credo che abbioa cambiato maschera o si sia appigliato ad una nuova ideologia forte.

    gli artisti, le persone che si possono chiamare artisti hanno un fuoco dentro, un’ inquietudine, un metabolismo non comune e lindo e’ tra questi.

    se io mi mettessi a gridare o a salmodiare che le case con il tetto sono scorrette perche’ tolgono visibilita’ al cielo non vengo considerrato da nessuno.
    se ferretti dice parla della vita ascetica, e’ molto ascoltato.
    ci sara’ un perche’, no?

    e lui non deve portare proprio nessun rispetto.
    nell’ ipotresi che lo debba fare, allora ammettiamo la sua rilevanza come dio, come leader, come guida spirituale.
    io ho sentito piu’ volte associare al suo nome l’ aggettivo “mito”.

    In ogni caso, che ancora muova tante discussioni e’ significativo…merita di essere al centro dell’ attenzione.

  7. un altro ego ipertrofico. un’altra persona che e’ rimasta ferma ai 6 anni. e’ triste ma e’ la vita. non rompiate tanto i coglioni con la politica, sempre a politicizzare tutto in italia.
    questo e’ un povero cristo allucinato, ha vissuto una vita al massimo e adesso ha bisogno di dire qualcosa di nuovo e lo fa usando megafoni che urlano il piu’ forte possibile.
    e’ anche risultato della solitudine.

  8. Direi di portare un pò di rispetto ad una persona che come tutti noi elabora il dolore e ricerca la felicità. Ci ha chiesto mai qualcosa? Ci ha promesso mai qualcosa? Sicuramente qualcosa ci ha dato. Noi diamogli tanta forza e coraggio per proseguire sulla sua strada. Un affettuoso saluto a tutti e a Giovanni

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