La prossima evoluzione di Google Street View

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Ieri ho fatto un giro tra le foto delle strade di San Francisco con la nuova funzione Street View di Google Maps. Essa permette di vedere le fotografie delle strade dalla prospettiva di un pedone che vi cammini.

Il servizio è limitato per ora ad alcune città USA, perché prima Google deve acquisire le immagini delle strade (mandandoci un automezzo pieno di macchine fotografiche) e montarle sulla mappa.

Ho provato un forte senso di estraniamento nel ritrovare luoghi conosciuti e immagini così vivide. Se questo servizio avrà successo, il passo logico successivo per Google è, a mio parere, l’acquisizione di filmati direttamente dalle numerose telecamere presenti in tutte le città per sorvegliare traffico e negozi. O addirittura l’installazione di propri sensori in collaborazione con le autorità cittadine.

Inquietante.

La truffa ora è letteratura profittevole

La Truffa alla nigeriana (detta anche Nigerian scam) è un raggiro per carpire soldi con una narrazione fantasiosa e promesse di futuri, grandi guadagni.

Prima di venir praticata via email veniva inviata per posta ordinaria, e ricordo di aver ricevuto delle lettere manoscritte a biro, con scrittura incerta, spedite dalla Nigeria.

Ora Andrea Raos su Nazione Indiana riprende la tradizione narrativa della frode nigeriana per trasformarla in un nuovo, lucroso filone letterario: Un romanzo africano.

Attivismo contro l’Estonia

Gli attacchi Distributed Denial Of Service contro la rete estone degli ultimi giorni sono stati da molti attribuiti alla Russia. Secondo John Bambenek dell’ISC al SANS invece

questo è probabilmente un caso di hacktivism. Le tante proteste e i boicottaggi dal lato filorusso indicano che in molti, infervorati dalla questione, hanno messo al lavoro le loro botnet. Gestire una botnet e usarla per lanciare un DDOS ICMP non è per niente difficile come per esempio avvelenare un oppositore col Polonio 210.

Della cosa parlano anche, in chiave filoestone e pare convinti del ruolo attivo dello stato russo, Roberto Dadda e Dotcoma.

Aggiornamento 3 giugno 2007: secondo Jose Nazario di Arbor Networks gli attacchi non provenivano direttamente dalla Russia, besnì un po’ da tutto il mondo senza dirigersi in particolare contro le istituzioni governative estoni. Ciò conferma uno scenario di tipo “hacktivism” e smentisce una ipotesi di “cyberwar”.

Il trasporto sicuro dei bambini

Qualche tempo fa un giornalista milanese ha scritto un trafiletto contro l’uso della bicicletta a Milano. In sintesi affermava che Milano non è fatta per spostarsi in bicicletta, che le bici sono pericolose per chi le usa e per chi guida l’auto, e che a suo figlio comprerebbe piuttosto un motorino, se proprio volesse spostarsi su due ruote.

Altri hanno commentato la superficialità dell’articolo, commentando i blog in cui è stato ripreso: Macchianera dove è apparso per primo, poi Ciclistica, infine OneMoreBlog.

A me interessa invece sapere quanti si trovano nella mia situazione, dovendo accompagnare ogni giorno un bimbo piccolo (1-4 anni) per un percorso totale di 10 Km in città, tra casa asilo e ufficio, andata e ritorno. Le possibilità di trasporto sono:

  • a piedi col passeggino: ci si impiega molto tempo, ma sei un pedone a tutti gli effetti. Non sei protetto contro l’investimento di auto e camion.
  • in bici col seggiolino posteriore: veloce e facile da parcheggiare, costi minimi, il seggiolino è omologato e protegge il bambino (col suo casco) in un guscio, sei un veicolo per il codice della strada. Sei protetto da cadute fino a 20 Km/h (la tua velocità), come i pedoni non sei protetto se un automezzo ti viene addosso. A partire dai 9 mesi.
  • in moto: molto veloce, costi di gestione medi, non conosco alcun sistema omologato che fissa un passeggero bambino alla moto. Al figlio tocca sedere da passeggero col suo casco, (a partire dai due anni quindi). Sei un veicolo che può andare a 50-70 Km/h e rischi di sbalzare il passeggero (o peggio) in caso di incidente. A quelle velocità l’organismo di un bambino può riportare danni molto gravi. Come gli altri, puoi essere investito
  • in automobile: molto lento da guidare e parcheggiare, alti costi di gestione, buona sicurezza di chi sta dentro.

La mia conclusione è che per chi non vuole giustamente usare l’auto, la bicicletta con un portabimbi omologato è l’unico veicolo in grado di trasportare un bambino in modo sicuro. Quindi se devi portare in giro tuo figlio, fai un salto dal tuo ciclista.