Al diavolo Wikio

Ho provato a usare Wikio per proporre un pezzo che mi è piaciuto, La bianca di Santa Elisabetta, che è un racconto sullo spaccio di eroina in Sicilia.
Per chi non lo conosce, Wikio è un servizio di notizie generate dal pubblico, come Digg per intenderci, in cui si propone una notizia che sta su un altro sito, e i lettori ne votano la popolarità.
Mi sono registrato ed ho inserito la notizia compilando il titolo, una breve descrizione, il link al pezzo originale su Nazione Indiana. Quando invio però Wikio mi informa che la notizia era già stata inserita da qualcun altro: bene, andiamo a votare lì.
Invece il pezzo su Santa Elisabetta c’era, ma inserito da un robot di Wikio: pigliano i feed dei siti più letti e li pompano dentro Wikio per riempire il vuoto e sperando che qualcuno legga e commenti le notizie. Così non si può mettere una descrizione migliore (la mia, scritta a mano) a quella del robot, che è un semplice copiaincolla di 25 parole dell’articolo.
Non sono riuscito poi a trovare un permalink alla notizia, a cui sono arrivato solo col motore di ricerca interno.
L’intero sito è un ammasso di lanci di agenzia, articoli di giornali, gossip, sport senza anima né direzione. In teoria serve a scoprire notizie interessanti, in pratica raccoglie feed indifferenziati e allontana gli utenti che cercano di usarlo.

Il razzismo comunitario

Andrea Inglese su Nazione Indiana:

[scrive Bidussa:] “Il razzismo in Italia, come discorso politico coerente, non come cultura, invece già presente, non nasce preliminarmente contro gli ebrei, ma in risposta al timore del “meticciato” come esito della vittoria militare in Etiopia. In altri termini: il razzismo ha il suo primo banco di prova nelle leggi promosse tra il 1936 e il 1937 riguardanti le popolazioni indigene africane appartenenti all’Impero italiano – ma ‘non facenti parte della nazione italiana’. (…) Le leggi razziali sono il frutto di una cultura e di una politica che in prima battuta non assume il sangue come criterio discriminante della classificazione, ma che fa della nazionalità il perno della questione della piramide gerarchica dei sudditi, suddividendoli tra cittadini italiani con diritti e cittadini senza diritti, ergo servi.” (Le radici profonde dell’antisemitismo, n° 2 sul 25 aprile de il manifesto, 1995)

Il razzismo fascista, insomma, ponendo l’accento non “su un dato biologico” – come quello nazista – “bensì su uno comunitario” si riserva un radioso futuro. L’unico razzismo veramente legittimato, nel XXI secolo, è infatti un razzismo “comunitario”, che ragiona in termini di determinazioni culturali (la religione, le tradizioni, la cultura nazionale) e non di patrimonio genetico.

Il triangolo nero

Su Nazione Indiana l’appello Il triangolo nero contro la violenza sulle donne e sugli stranieri. Incoraggiamo qualsiasi cosa renda migliore questo paese.

Sherif El Sebaie condivide questo appello lettera per lettera, ma non lo firmerà, poiché teme che firme diverse fuori dal nucleo dei proponenti originali dell’appello lo rendano vulnerabile a un attacco basato non sui contenuti, ma su semplici tecniche di ragionamento fallace ad hominem. Ed è questo che, almeno nei commenti di Nazione Indiana al pezzo, sta già accadendo.