Sicurezza e visibilità in bici: un giubbino diverso

Questo giubbino è in casa da un’anno ed è stato subito usato moltissimo. E’ una comoda pettorina aperta ai lati, più piccola dei giubbini da lavoro, chiusa con laccetti fissi a scorsa invece che con il velcro. Indossata offre una buona visibilità del ciclista, davanti e dietro, mentre è leggermente carente la visibilità laterale

pettorina EN1150

E’ molto diversa dai normali giubbini che occorre tenere in auto per legge, infatti non è un dispositivo di protezione professionale (DPI a norma EN471: high-visibility warning clothes), bensì un DIN EN 1150 (visibility clothing for non-professional use) ed è stato prodotto in questo caso per l’uso sportivo. L’ho comprato infatti nella sezione corsa e running di Sport Specialist, a forse 7,50 euro.

E’ un giubbino molto curato nella fattura e nei materiali, si mette e toglie con grande praticità, ha un aspetto civile e dignitoso adatto a tutte le occasioni di ciclismo della giornata: dal momento dell’asilo, all’incontro con la super dirigente (ciclista anche lei), alla birra serale con amici.

Fan o bagarini? Comprare biglietti sul mercato parallelo

Una persona cara è venuta a Milano dalla Spagna, nostra ospite per il recente concerto di Neil Young. Più di un mese e mezzo fa, appena confermata la data del concerto milanese, questa persona ha cercato in (quasi) tutti i modi di acquistare un biglietto di entrata per il concerto, senza riuscirci.

Fin dai primi giorni, niente biglietti sul sito dell’organizzatore, su quello del teatro degli Arcimboldi, niente presso le prevendite abituali e i circuiti di vendita internazionali. Alla fine ha cercato sul “mercato parallelo” ed ha comprato un biglietto a 156 euro (60 euro il prezzo ufficiale di vendita). Quando me l’ha detto, ho pensato che si fosse recato nei bassifondi della sua città a contrattare con uomini panzuti e la sigaretta pendula, scambiando banconote nella penombra, invece ha fatto tutto da casa, con la carta di credito, tramite un rispettabile intermediario detto Seatwave.

Pensavo che rivendere i biglietti di un concerto a maggior prezzo non fosse legale, e invece evidentemente mi sbaglio e c’è una rosa di società che fa esattamente questo alla luce del sole e per di più offrendo delle tutele a chi compra e a chi vende. Vediamo un po’:

Wikipedia in Italia descrive il bagarinaggio come l’acquiso in blocco dei biglietti di un evento da parte di un bagarino, e la rivendita a prezzo maggiorato. La pratica è legale se i biglietti sono di origine lecita. La voce corrispondente in inglese – Ticket resale – è più estesa e cita anche legislazioni in cui ciò è illegale, il problema del libero mercato nella determinazione dei prezzi, le misure alternative di vendita.

Concerti e spettacoli sono eventi a numero chiuso e a scadenza: il valore di un bliglietto aumenta progressivamente all’avvicinarsi della scadenza, per poi calare dall’inizio dello spettacolo e azzerarsi naturalmente al termine. L’interpretazione corrente data dalla voce di Wikipedia sostiene che lo scalping è un fenomeno di assegnazione del vero prezzo di mercato e viene incontro a un’esigenza nata dalla scarsità dei biglietti. I critici della rivendita parallela di biglietti sostengono che essa interviene sul prezzo, ma non sulla distribuzione, e citano soluzioni diverse, come il sorteggio, per offire al publico un’equa opportunità di assistere ad un evento.

Seatwave è un gruppo di società (in Italia, Spagna, Regno Unito, Olanda e Germania) che si presenta come luogo di scambio di biglietti da fan a fan. Il loro sito internet permette sia di vendere biglietti che di acquistarne e si basa su un sistema di pegno (escrow) via corriere espresso, per cui l’acquirente paga in anticipo la società per avere il biglietto, e il venditore riceve lo sblocco del pagamento solo se il biglietto è stato davvero consegnato. A quel che si legge sul loro sito, Seatwave quadagna una commissione sia dal venditore che dall’aquirente, oltre a recuperare le spese di spedizione, e oltre alla valuta dei pagamenti.

Il servizio offre alcune garanzie di rimborso per il principale problema dei biglietti acquistati da fonti incerte, i biglietti contraffatti o comunque non validi. E’ curioso, per me, notare che a differenza dei siti di aste (eBay), dove il venditore ha una sua “identità” e una reputazione basata sulle precedenti transazioni (e un URL che corrisponde a un negozio) , Seatwave nasconde parzialmente l’identità di cliente e venditore fino a dopo l’acquisto (non è possibile sapere da chi stai per comprare prima di avere pagato) basando l’intera relazione di fiducia sulla reputazione di intermediario sell’azienda stessa.

L’obiezione principale alla rivendita parallela dei biglietti è quella di cartello per manipolare i prezzi. Se i biglietti di un evento sono acquistati in blocco (anche con tecniche legali) fino ad esaurirli del tutto, si crea una scarsità artificiale e un monopolio del venditore che imporrà al mercato il costo della sua intermediazione. Purtroppo la documentazione di Seatwave, molto completa quando descrive come vendere occasionalmente singoli biglietti di singoli privati cittadini, non spiega se l’azienda ha una regola per chi eventualmente mette sul mercato grandi quantità di biglietti, o se siano previste norme particolari per venditori abituali. Forse ho letto male e qualcuno può correggermi.

Mi piacerebbe saperne di più.

Sicurezza e visibilità in bici: ancora un giubbino

Questo è un altro giubbino ad alta visibilità che usiamo a casa. Il tessuto è più pesante e copre di più, perciò è un giubbotto da bici adatto alla stagione fredda. La visibilità complessiva è molto buona, perché le bande argentate sulle spalle secondo me restituiscono un’immagine efficace agli automobilisti.

giubbotto en471 arancio

Chiusura velcro a tre punti. A norma EN471, comprato per 7 euro in un negozio di articoli per auto un paio di anni fa.

Visibilità in strada: 140 metri col giubbino

distanza di visibilità notturna

fai clic sull’immagine per ingrandire

Di notte, per essere individuabili da una lunga distanza, gli utenti della strada più deboli, come p. es. i pedoni o gli utenti di mezzi di locomozione simili ai veicoli, dovrebbero usare assolutamente del materiale rifrangente quali flash-suola, bracciali, pendenti, catarifrangenti da fissare ai raggi della bicicletta. È importante essere visibili da tutti i lati e non solo da davanti e da dietro. Gli accessori riflettenti vengono illuminati dai fari anabbaglianti di un’automobile da una distanza di 140 metri e permettono agli automobilisti di reagire in tempo e quindi di evitare un incidente.

Visibile da:
25m: con vestiti scuri
40m: con vestiti chiari
140 m: con accessori rifrangenti

Tratto dall’opuscolo Visibilità = Sicurezza dell’ente svizzero BFU BPA UPI. pdf.

Sicurezza e visibilità in bici: i giubbini

Usando la bici nel traffico è fondamentale essere ben visibili agli automobilisti: abiti dai colori chiari, luci, catarifrangenti. Nella mia esperienza la cosa più semplice ed effiace è però indossare uno di quei giubbini colorati gialli o rossi, con strisce riflettenti argentate. Da quando è obbligatorio tenerne uno in automobile, sono estremamente diffusi ed economici.

Si tratta di dispositivi di protezione individuale ad alta visibilità regolati dalla norma EN 471. Il tipo più diffuso e pratico per il ciclista è il giubbotto-gilet, che costa pochi euro.

Ne ho usati vari ed inizio qui una piccola recensione dei miei modelli:

gilet en471 giallo semplice

Questo è il primo, comprato vari anni fa in un supermercato a 4 euro ed ancora molto utilizzato in casa. E’ molto smanicato e quindi fresco nella stagione estiva, ma la chiusura singola in velcro è molto debole e tende ad aprirsi, facendo svolazzare il giubbino ai lati. Io temo sempre che così le maniche possano agganciarsi a qualche ostacolo (ad esempio ai ganci dei cassoni su camion e furgoni) ed ho aggiunto una spilla da balia. Le due strisce riflettenti danno buona visibilità sia fronte/retro, sia lateralmente.

In bicicletta in Italia: piste-ciclabili.com

Alberto segnala il suo sito dedicato ai cicloturisti che amano seguire le piste ciclabili lontano dalle città: piste-ciclabili.com è un sito per condividere i propri itinerari ciclistici fuori città, con carte geografiche (Google Maps), schede di dettaglio degli itinerari, descrizioni e fotografie. Qui ad esempio, la scheda del percorso Abbiategrasso Bereguardo.

piste-ciclabili.com ha un wiki, un forum e una politica comunicativa di grande trasparenza. Tutto il sito è sviluppato con software open-source, tranne i servizi di Google a cui si appoggia, ovviamente.

La fiera del libro di Torino e lo stato di Israele

Ne parla Andrea Inglese su Nazione Indiana:

1) un articolo di Stefano Sarfati Nahmad,Fiera del libro, dietro le quinte c’è la Palestina, pubblicato in origine su il Manifesto, 19 gennaio 2008 e su Ebrei contro l’Occupazione

2) Domande scomode dello stesso Inglese:

Non è che chi contesta abbia sempre ragione, per il solo fatto di contestare qualcosa. Ma è importante rispettare le proporzioni dei fenomeni. Si può dissentire sull’opportunità politica di certe prese di posizione, si possono mostrarne limiti, ingenuità, errori. Ma non si può trasformare una piccola parte della società civile italiana, indignata nei confronti della politica israeliana, in “aggressore” dello stato di Israele.

3) intervista al poeta israeliano Aharon Shabtai apparsa sul manifesto del 5 febbraio 2008.

4) Gianni Vattimo, Perché boicotto Israele, da La Stampa del 4 febbraio 2008