Siamo tutti Saviano?

Helena Janeczek su Nazione Indiana a proposito di Roberto Saviano:

Nessuno prima d’allora era arrivato a mostrare soprattutto questo, a far pervenire soprattutto questo come messaggio, a dirti:”non chiederti principalmente se Totò Riina si è baciato o meno con Andreotti”, ma domandati piuttosto chi costruisce casa tua, come vengono raccolti i pomodori con cui fai la salsa, dove e come vengono smaltiti i rifiuti che butti nel bidone dell’immondizia”.
Non erano cose di cui si interessava il lettore comune o il pubblico dei media, non erano nemmeno cose che sembravano riguardare da vicino i cosiddetti intellettuali, inclusi quelli impegnati. Pasolini probabilmente ha pagato con la vita il suo lavoro su Petrolio e il suo “Io so” che riguardavano comunque grandi intrecci fra politica e interessi multinazionali, non il subappalto del piccolo cantiere, non la proprietà di una pizzeria, non il racket subito dal negoziante. In breve: non il nostro quotidiano.
Su tutto questo c’è stata una sensibilizzazione che forse è l’inizio di qualcosa che cambia. I giornali non danno solo quell’attenzione a camorra e Casalesi di cui prima godevano solo i mafiosi siciliani (e comunque, per qualsiasi motivo, è preferibile essere informati su due organizzazioni criminali piuttosto che su una sola), ma concedono uno spazio prima impensabile a questioni come le mani dell’ndrangheta sui lavori per l’Expo di Milano (vedi gli articoli su “Corriere” e “Stampa”).

Gomme bici antiforatura

Dopo aver bucato le gomme della bicicletta 3 volte in 3 settimane (sempre lontano da casa e con i minuti contati) ho deciso di cambiare copertoni con un paio antiforatura della Dutch Perfect.

La mia è una normale bici da città con cambio, abbastanza pesante dato che monta il seggiolino per bimbi, specchietto eccetera. Le gomme sono del 28, con piccoli tasselli ma nel complesso abbastanza lisce da città. Montandole le si sente piuttosto rigide, consistenti anche se sottili come le gomme normali. Pedalando avverto una lieve resistenza al rotolamento rispetto alle gomme precedenti, che attribuisco alla rigidità del battistrada.

In conclusione: costano il doppio (27 euro) di un copertone normale, sono leggermente più pesanti, scorrono un filo meno, ma con una bici pesante come la mia la cosa è accettabile.

Il produttore le garantisce per due anni. Io spero semplicemente che con tutti i vetri sparsi per le strade di Milano non si buchino subito.

Antiquariato blog

A quanto pare Carmilla di Valerio Evangelisti e Giuseppe Genna gira su MovableType 2.5 (archivio), un software per blog del 2002. Ecco perché il loro feed è  tronco.

Non sono da meno al Primo Amore di Antonio Moresco, Carla Benedetti, Tiziano Scarpa & Co: usano un’installazione di MD-Pro Alpha del 2004 e usata al tempo anche per il Comune di Buccinasco, come si legge nei log di installazione (archivio). Anche lì i feed RSS sono scomodissimi, limitati al solo titolo ed autore.

Google Chrome browser non legge i feed

L’altroieri ho dovuto usare la partizione windows del mio pc e ne ho approfittato per usare il browser Google Chrome (a cui con Unchrome della Abelssoft ho tolto il numero seriale unico che viola la privacy). Funziona benino tranne che non legge i RSS/Atom/XML e non posso usarlo per controllare se il feed di un sito è corretto, per iscrivermi e seguirlo eccetera. E’ una beta, ma conferma la mia idea che sia un giocattolino che userò tanto quanto Internet Explorer, cioé quasi mai.

Gli specialisti della pagliuzza

c’è un allegra brigata di specialisti della PAGLIUZZA, che godono enormemente di fare le pulci a normali cittadini come Biondillo e me, e altri come noi, solo perché osiamo ogni tanto fare e dire qualcosa contro la TRAVE di un governo semimalavitoso, che ha monopolio quasi integrale dell’informazione, che attacca le istituzioni democratiche, che ha nel governo un partito apertamente razzista.

Io non trovo questo atteggiamento innocente.

Andrea Inglese su Nazione Indiana

Paura, cattiveria e tortura

Andrea Inglese su Nazione Indiana scrive della vocazione alla tortura:

Questi torturatori ordinari aspettano, all’interno di ordinarie democrazie, che si creino quelle situazioni d’eccezione, affinché la tortura in divisa, esercitata a nome dello stato, sia tollerata e difesa. Ma essendo molti di questi aspiranti torturatori davvero poco coraggiosi, essi non si sentono davvero tranquilli nel pestare, umiliare, insultare senza motivo una persona indifesa, se non percepiscono che anche al di fuori della corporazione, anche al di là delle garanzie burocratiche e politiche, esiste uno sguardo bonario, indifferente, non giudicante.

Sergio Baratto sul Primo Amore scrive della cattiveria e della morte civile che ha impregnato l’Italia. Quando è iniziato tutto ciò?

Non so dire quando hanno incominciato. I nemici fabbricati a tavolino nelle stanze della politica e nelle redazioni dei mass media sono tanti.
Hanno iniziato all’epoca del G8, quando il pericolo erano i noglobal facinorosi e teppisti, le zecche comuniste, i nemici interni dell’Occidente. Andatevi a rileggere i deliri che Oriana Fallaci scrisse nel 2002 prima del Forum Sociale Europeo di Firenze. Per quanto mi riguarda, la cosa più sconvolgente non è la vomitata di bile della defunta giornalista, ma che un giornale presunto serio sia stato disposto a pubblicarla. E che dopo averla pubblicata abbia continuato a reputarsi e a essere reputato serio (ma anch’io, che sciocco! sto parlando del Corriere, un giornale su cui scrive gente dello scalibro di Pierluigi Battista…).
Hanno iniziato in Via Tolemaide, alla scuola Diaz, Alla caserma di Genova Bolzaneto: “Omosessuale, comunista, merdoso, frocio, ebreo, bastardo“…
Hanno iniziato dopo l’11 settembre 2001 con il terrorismo a mezzo stampa, con la campagna antiaraba e antimusulmana.
Hanno iniziato in grande stile all’epoca della Lunga Campagna Elettorale con gli zingari, con le foto dei borseggiatori minorenni alla Stazione Centrale.
Hanno cominciato gli amministratori di sinistra con i lavavetri e i mendicanti. Come sempre, a sinistra, giustificandosi nel nome delle migliori e più edificanti intenzioni filantropiche.
Hanno iniziato con la persecuzione burocratica dei rom: censimento per razza e religione, impronte digitali. Cose che non si vedevano in Italia dalle leggi razziali sono passate così, nella sostanziale indifferenza. Anzi con un certo favore.
Hanno iniziato i sindaci sceriffi, con le ordinanze folli, con i poteri speciali. Non sedersi sulla panchina in più di due, non girare con la birra in mano, manganelli ai vigili. Intanto le mafie colonizzano il Settentrione: i sindaci sceriffi che fanno? Non sparano ai cattivi? I milanesi che fanno? Smettono di aver paura dei negri, di odiare gli zingari, e cominciano ad aver paura della ‘Ndrangheta?
Hanno iniziato gli amministratori locali di destra e di sinistra, hanno iniziato con gli sgomberi, le ruspe. Bologna, Pavia: giunte di centrosinistra.
Hanno cominciato con la strage di Erba: a imperitura memoria una grande pagina di giornalismo.
Quindi hanno passato il testimone. L’hanno preso in tanti.
Hanno iniziato quando le dichiarazioni dissennate di gente come Bossi, Calderoli o Gentilini (tre nomi per molta più gente) hanno smesso di sembrare scandalose e sono diventate la norma.
Hanno continuato col ridere non di Pier Gianni Prosperini, ma con Pier Gianni Prosperini. Oggi siamo persino capaci di trovare irresistibile uno così. Di votarlo. Uno che al bar di paese avrebbe anche un suo ruolo di pubblica utilità come macchietta caratteristica con cui bere un bianchino, in un paese normale non diventa assessore regionale.
In basso, tra la carne da cannone, è cominciato con un brusio di fondo quasi indistinguibile. Piano piano il brusio è cresciuto. I luoghi comuni di sempre, quelli che girano da sempre nei mulinelli della fogna morale collettiva, quelli che passano di bocca in bocca e sembrano tanto innocui, hanno cominciato ad assumere statuto di verità condivisa. A chi non è mai capitato di sentir parlare delle trentacinque mila lire al giorno che “il governo” erogava (eroga) agli zingari? A chi non è mai capitato di sentirsi dire “attenzione alle zingare che rubano i bambini”?
Non dimenticherò mai le parole della commessa bionda e ricciolina intervistata alla tele nell’estate del 2007, dopo che quattro bambini rom sono bruciati vivi nella loro baracca da miserabili e i loro genitori sono stati accusati di abbandono di minori: “Quelli hanno una percezione diversa del dolore”. Anche lei, nel suo piccolo, ha partecipato.
Hanno continuato a Opera, a Ponticelli. Il Sud e il Nord finalmente uniti.
A Bussolengo.
A Torregaveta, luglio 2008: Cristina e Violetta, tredici e quindici anni. Le ha uccise il mare. Poi, una volta trascinati sulla spiaggia i loro corpi, le hanno uccise i bagnanti che hanno continuato a magiare, giocare a freesbee, prendere il sole. Infine le hanno uccise i mass media italiani, per cui evidentemente nessuna barbarie che venga da italiani può essere lasciata circolare impunemente.
Si è passati con la naturalezza di un movimento peristaltico ai “negri di merda”. Ritorno a un grande vecchio classico, mi verrebbe da dire, se avessi ancora voglia di scherzare.
La prostituta gettata a terra, Abba ucciso a sprangate, i cortei antinegri a Pianura, la strage di Castel Volturno.
Ieri Emmanuel, 22 anni, pare picchiato dai vigili urbani perché è un altro negro di merda.
I prossimi chissà, saranno i froci, già molto quotati dai bookmaker.