p2p e privacy in rete con OneSwarm

http://oneswarm.cs.washington.edu/

Privacy-preserving P2P data sharing with OneSwarm – Tomas Isdal, Michael Piatek, Arvind Krishnamurthy, Thomas Anderson – Technical report, UW-CSE. 2009. (PDF)

La privacy – la protezione delle informazioni dagli accessi non autorizzati – è sempre più rara in Internet, eppure sta diventando sempre più importante nel momento in cui ciascuno di noi è diventato sia fruitore, sia produttore di contenuti.

La mancanza di privacy è particolarmente evidente per i programmi di condivisione dati peer-to-peer più diffusi, in cui i meccanismi di rendezvous pubblico e la partecipazione dinamica rendono molto facile sorvegliare il comportamento degli utenti.

In questo saggio presentiamo la progettazione, la realizzazione e l’esperienza pratica di OneSwarm, un nuovo sistema di scambio dati P2P che fornisce agli utilizzatori un controllo esplicito e flessibile sui loro dati: è possibile condividere i dati pubblicamente oppure in modo anonimo, con tutti i propri amici, solo con alcuni amici e non con altri, oppure solo tra i propri computer personali. Leggi il seguito su Nazione Indiana»

Recensione Bebook Mini: un lettore di ebook

Questa settimana mi è stato recapitato il Bebook Mini e ci ho finalmente passato alcune ore leggendo. Altro tempo l’ho impiegato configurandolo e maneggiando i testi da leggere. Queste sono le mie considerazioni.

Hardware:

Si tratta dell’Hanlin V5 della cinese Tianjin Jingke. Il form factor ha alcuni anni, semplice, razionale.

Le confezioni del Mini e della custodia sono professionali, serigrafate, al livello di un sofisticato gingillo tecnologico.

Il Bebook Mini è piccolo, leggero, leggermente gommato, gradevole al tatto.

La custodia è povera, ma razionale, poco appariscente e protegge bene schermo e device.

L’ergonomia è accettabile, il dispositivo viene controllato da 14 tasti (4 sono ridondati) e una leva dinamica laterale, il tutto facilmente accessibile in posizioni che non stancano le mani durante l’uso. Nelle immagini del prodotto non avevo notato la levetta laterale, che è stata una sorpresa gradevole.

Lo schermo e-ink da 5 pollici è privo di riflessi fastidiosi, ha un colore grigio chiaro simile alla carta non candeggiata, la luminosità riflessa è adeguata alla lettura con poca luce (a letto accanto al comodino…), la definizione dei caratteri è buona, al corretto livello di zoom. L’esperienza ottica della lettura è al livello di un libro stampato in una buona edizione economica, inferiore alle raffinatezze tipografiche dei Millenni Einaudi (carta, precisione di stampa, inchiostro), ma superiore a molte edizioni economiche su cartaccia malstampata che ho in casa.

La batteria è smontabile in uno scomparto apribile, all’arrivo il Bebook va caricato per 12 ore con il cavo USB fornito.

Il Bebook Mini ha 450 MB di memoria interna e non viene fornito con schede aggiuntive. Io ho comprato separatamente una SD da 2GB (7 euro), pare tenere fino a 16 GB. Suggerisco di acquistare comunque una SD da 2GB per le operazioni di manutenzione.

Software:

Il Bebook viene fornito con un firmware di Endless Ideas che comprende DRM, interfaccia multilingue e le comuni funzioni di lettura. E’ un sistema Linux. Sul sito Mybebook si poteva scaricare una versione più recente del firmware, che risolve alcuni difetti. L’ho fatto senza problemi, scoprendo nel farlo che Endless Ideas è un’azienda confusa sul lato software (informazioni errate, mancanza di hash di integrità dei download). Per aggiornare il firmware occorre una scheda SD.

Il dispositivo viene riconosciuto senza problemi dal pc, come unità disco esterno USB. I libri si possono mettere nella memoria interna, o nella scheda SD.

L’interfaccia ha una navigazione che avviene attraverso menu, di cui si selezionano le voci numerate con i tasti da 0 a 9. La modalità iniziale è la navigazione di file e cartelle: un menu contestuale permette di accedere alle funzioni di sistema (scelta storage, impostazioni lingua etc…). Una volta scelto un libro, lo si sfoglia e sono disponibili funzioni di lettura (zoom, segnalibri…) da tasti o da menu contestuali.

La velocità di reazione è accettabile, ma le prime volte disorienta: durante la lettura il cambio pagina avviene in poco meno di 1 secondo, ma se il dispositivo è stato fermo per un po’ (di ore, ad esempio) è poco reattivo ed impiega alcuni secondi a mostrare menu, opzioni etc. Immagina un pc in pausa che impiega un po’ ad eseguire comandi. Una volta in uso la velocità torna normale e l’ho trovata più che adeguata alla mia velocità di lettura. E’ decisamente più lento di un telefono cellulare base, o di un Palm Vx che ho usato anni fa per estese letture.

La velocità di cambio pagina e le dimensioni dello schermo offrono una minore densità di informazioni di un libro stampato, dove le pagine sono più grandi ed affiancate. Le operazioni di segnalibro, passaggio da un capitolo all’altro sono lente, un po’ per la reattività, un po’ per la mancanza di abitudine (in fondo ho trascorso decenni maneggiando libri di tutti i formati, e solo poche ore con un ebook reader). Alcune funzioni, come l’indice dei capitoli e delle sezioni, dipendono da come è stato fatto il singolo ebook.

Due problemi funzionali/ergonomici:
– i due menu, di sistema (OK) e contestuale di libro (7) che generano confusione. Sono simili e diversi.
Рil tasto tondo OK <- che non ̬ mappato per il cambio pagina, pur essendo nella posizione naturale del pollice destro.

In sintesi, si ha in mano un dispositivo stranamente low-tech che costringe a concentrarsi sulla lettura (ottimo) ed offre una buona esperienza d’uso, ma come di una tecnologia agli esordi, vedi sotto.

Libri:

Ci sono moltissimi formati e differenze all’interno di un formato. Non sono riuscito a leggere dei .txt, ho letto bene i pdf di SBF, ho trovato epub ottimi e navigabili, ed altri meno.

L’esperienza d’uso cambia a seconda di come è stato realizzato l’ebook. Non si tratta solo di usare un formato (aperto, come epub), ma di avere libri composti con cura e competenza. Trovare i libri desiderati, e trovarli o trasformarli nel formato desiderato è impegnativo. C’è un mercato aperto per i tipografi digitali.

Tipo d’uso:

Ho una discreta cultura umanistica e una buona preparazione informatica. Ho vari pc in famiglia e non cerco un sostituto che faccia tutto (web, store, ebook…). Ho comprato l’ebook reader per leggere testi in formato epub che non avrei a disposizione altrimenti (opere digitali nel pubblico dominio, narrativa, manualistica IT). Non mi interessano molto i PDF, non ho intenzione di usare materiale con DRM. Il dispositivo ha un lettore mp3 che apre interessanti prospettive (audiolibri, manuali di ornitologia, corsi di lingua), ma solitamente uso pochissimo le cuffie per ascoltare musica.

Considerazioni finali:

Se non lo provi non capisci. Finché non l’hai in mano non ti rendi conto di come puoi usarlo, ed è un modo diverso da come lo immaginavo.

Il che significa che l’elemento chiave degli ebook reader non è la dotazione tecnica, ma il prezzo. Quando costano tanto da poterselo permettere senza svenarsi (e potendone comprare magari un paio in famiglia), allora è possibile esplorarne le possibilità.

Ho trovato utilissime le informazioni su questo forum, ma mi rendo conto che molte discussioni qui riguardano usi teorici ed astratti da parte di chi non ne possiede uno (come lo ero io), è indeciso e non è in condizione di lasciarsi convincere da argomenti tecnici.

Pubblicato su: http://forum.simplicissimus.it/bebook-ereader/recensione-bebook-mini/

http://forum.simplicissimus.it/bebook-ereader/recensione-bebook-mi

Scrivere un blog anonimo con wordpress e Tor

Riporto da Nazione Indiana:

La libertà di espressione passa anche dalla possibilità di comunicare proteggendo la propria identità, se necessario. Pubblico perciò qui una guida tecnica scritta da Ethan Zuckerman per Global Voices, di cui ho presentato le tecniche durante il convegno e-privacy 2009 a Firenze.

Di Ethan Zuckermanoriginale – traduzione italiana di Jan Reister

Introduzione

Una delle soddisfazioni di lavorare per Global Voices è stata la possibilità di collaborare con persone che esprimono le loro opinioni nonostante le forze che cercano di metterle a tacere. Ho lavorato con autori che volevano scrivere in rete su argomenti politici o personali, ma che per farlo dovevano essere certi che i loro scritti non potessero essere collegati alla loro identità. Questi autori sono attivisti dei diritti umani in decine di paesi, personale umanitario in paesi dal regime autoritario e whistleblower in aziende e governi. Continua a leggere Scrivere un blog anonimo con wordpress e Tor

Notizie da una città alla deriva

Marco Belpoliti scrive su La Stampa:

Cosa succede, dunque, alla capitale morale? La risposta non è facile da dare, ma di sicuro non è più governata da una classe dirigente che si preoccupa della gente che ci vive. Pietro Colaprico, un cronista che l’ha battuta palmo a palmo, che la descrive da anni e la racconta anche nei suoi romanzi, ieri spiegava a un lettore milanese, che affranto gli ha scritto, che seppure lui non sia un vecchietto spaventato né un ragazzo della movida, ma solo un lavoratore con famiglia, ha la netta sensazione che chi dirige la città, Letizia Moratti e la sua giunta, non faccia nulla per lui e per la gente in generale. Cosa porta l’Expo, si chiede, solo litigi e alti stipendi tra i gruppi di potere. Oggi Milano è amministrato da un ceto di magnati, aristocrazia del denaro e della finanza, legata a doppio filo con un ceto di costruttori. L’ultimo successo, inaugurato qualche giorno fa, è una strada a quattro corsie, un sottopasso, che attraversa la zona della Stazione Garibaldi, dove sorgeranno i nuovi monumenti edilizi alla ricchezza meneghina, non una scuola o una biblioteca degna di questo nome.

via Nazione Indiana

Dopo anni di Debian, Ubuntu

Spinto da problemucci di Gnome sulla mia Debian Sid (unstable), ho provato una distribuzione diversa su un nuovo portatile a uso casalingo (web, posta, documenti, film, IM).

Ho iniziato con Kubuntu per provare KDE, che ho trovato bello elegante e terribilmente irritante. KDE non fa per me, mi distrae e affatica. E’ solo questione di abitudine, ma so che farei fatica a farlo usare ad altre persone abituate a OSX e Windows.

Ho installato poi Ubuntu (Desktop edition), che usa Gnome. E’ ottimo. Funziona tutto, è come una Debian testing molto più stabile e coerente. Se hai una macchina molto recente, Debian Lenny potrebbe non avere i driver dei dischi SATA, Squeeze/testing potrebbe non avere un ambiente desktop Gnome funzionante e resta Ubuntu. Cosa ho notato:

  • usare il CD alternativo (alternate install) per installare Ubuntu. E’ l’unico che permette di cifrare l’hard disk (e impedire a ladri e ficcanaso di leggerlo) e/o impostare LVM (un sistema per aggiungere facilmente dischi e partizioni).
  • configurare i repository di Medibuntu per applicazioni multimediali, codec eccetera.
  • configurare i repository noreply per installare Tor.
  • se non si ama il colore marrone, o per distinguere 2 computer, cambiare il tema del Desktop in qualcosa di blu (Glossy ad esempio) e lo sfondo con una immagine qualsiasi, ad esempio dai Gnome backgrounds.
  • sudare sarà bello, ma sudo su è molto meglio per diventare root e lavorare come al solito.
  • il Desktop si chiama Scrivania. La directory che per tutti è Desktop, in Ubuntu /home/utente/Scrivania. Dove andremo a finire.
  • Niente effetti grafici. Con pc decenti, ma schede grafiche integrate Intel è meglio.

Alla fine ho messo Ubuntu anche sulla workstation e per ora sono contento. Vedremo come vanno gli aggiornamenti da release a release. Prima o poi proverò anche la 8.04 Long Term Support, per eventuali installazioni su macchine di famiglia.

Conclusione:

  1. sui server, installare Debian Stable (Lenny, per ora)
  2. su pc desktop non recentissimi e d’uso parco e sporadico, ancora Debian Stable. Sui catorci, meglio usare LXDE come ambiente desktop invece di Gnome.
  3. su pc desktop, Ubuntu è accettabile.

PS: pare che Debian abbia deciso di modificare le scadenze delle release fornandone una questa prossima primavera e da lì una nuova ogni due anni. Era ora.

Installare stampante Epson Aculaser C1100 su Ubuntu Jaunty 9.04

Una stampante usb laser a colori di cui Ubuntu non ha driver. La soluzione richiede alien e la creazione dei .deb, ci ho messo un po’ a trovarla e la metto qui. La fonte è Marc Higgins:
http://www.avasys.jp/cgi-bin/lx/bbs/en/laser-bbs/hyperbbs.cgi?mode=view;Code=179

It looks like something that ships with Ubuntu doesn’t work with the C1100 & the source file Epson-ALC1100-filter-1.2.tar.gz doesn’t work with ubuntu (well I can’t get it to work). However the redhat rpm’s DO work if they are converted to deb’s & installed. This is what I did to get mine working.

#1 Install the dependencies (this is important, if you don’t do this it won’t work)

[CODE]sudo aptitude install gcc-3.3-base libstdc++5[/CODE]

From here you can decide to;

OPTION A
install the deb files direct from my site below

[url]http://qld.yi.org/it_i/epson-alc1100-filter_1.2-1_i386.deb[/url]
[url]http://qld.yi.org/it_i/epson-alc1100-filter-cups_1.2-1_i386.deb[/url]

Just double click on EACH of these links, that will invoke the Gdebi package installer & install the files.

Then install the printer normally using System > Administration > Printers (AKA system-config-printer) & hopefully you will be printing happily in seconds:)

OPTION B

you can make your own install files using Alien

Install Alien

[CODE]sudo aptitude install alien [/CODE]

Then go to [url]http://www.avasys.jp/english/linux_e/dl_laser.html[/url]

download these 2 files

For Turbo/RedHat/Fedora (Epson-ALC1100-filter-1.2-0.i386.rpm)
For Turbo/RedHat/Fedora (Epson-ALC1100-filter-cups-1.2-0.i386.rpm)

then from a terminal run
[CODE]
sudo alien Epson-ALC1100-filter-1.2-0.i386.rpm[/CODE]
[CODE]sudo alien Epson-ALC1100-filter-cups-1.2-0.i386.rpm [/CODE]

that will create 2 files

epson-alc1100-filter_1.2-1_i386.deb
epson-alc1100-filter-cups_1.2-1_i386.deb

you can then use dpkg -i to install

[CODE]dpkg -i epson-alc1100-filter_1.2-1_i386.deb[/CODE]
[CODE]dpkg -i epson-alc1100-filter-cups_1.2-1_i386.deb[/CODE]

Then install the printer normally using System > Administration > Printers (AKA system-config-printer) & hopefully you will be now be printing happily:)

È che i politici milanesi non amano sentir parlare di mafia a Milano quando hai un Expo da organizzare.

Gianni Biondillo su Nazione Indiana a proposito dell’attore civile Giulio Cavalli:

C’è un giullare dalle parti di Lodi che si chiama Giulio Cavalli. Fa una cosa che non dovrebbe fare: teatro civile. Parla di Resistenza, di G8, parla del disastro aereo di Linate e da un po’ di tempo, soprattutto, parla di mafia e di mafie. Fa nomi e cognomi. A Teatro. Li fa a Milano, li fa a Gela.
Errore! I nomi non si fanno, non è elegante. Qualcuno poi si arrabbia e te la vuole far pagare. Così è: Giulio Cavalli ha subito minaccie mafiose e vive sotto un programma di protezione dallo scorso anno. Solo che lui è cocciuto e continua a fare i nomi e i cognomi. Ci dice cose che non vogliamo sentire: tipo che la ‘Ndragheta non è mica roba di montanari calabresi. È roba di gente che fa affari a Milano. Insieme ai casalesi e a tutta la solita cricca.
È che i politici milanesi non amano sentir parlare di mafia a Milano quando hai un Expo da organizzare. Ma Giulio insiste, giullare cocciuto.
Dunque vi chiedo di ascoltarlo, di seguire il suo sito, di cercare in rete le sue Radio Mafiopoli, di andarlo a vedere a teatro. Di non farlo sentire solo. È la solitudine, la terra bruciata attorno al proprio lavoro, l’inizio della fine per una voce come la sua. Che non sia una voce nel deserto, ve ne prego.
Vi allego qui di seguito un suo pezzo.
G.B.
Leggi il seguito su Nazione Indiana

Intanto la Commissione antimafia del Comune di Milano fatica a iniziare i lavori e la maggioranza PDL-lega la vorrebbe chiudere: Commissione antimafia del Comune di Milano, ultimo atto? (Libera Informazione)