Sicurezza e visibilità in bici: ancora un giubbino

Questo è un altro giubbino ad alta visibilità che usiamo a casa. Il tessuto è più pesante e copre di più, perciò è un giubbotto da bici adatto alla stagione fredda. La visibilità complessiva è molto buona, perché le bande argentate sulle spalle secondo me restituiscono un’immagine efficace agli automobilisti.

giubbotto en471 arancio

Chiusura velcro a tre punti. A norma EN471, comprato per 7 euro in un negozio di articoli per auto un paio di anni fa.

Visibilità in strada: 140 metri col giubbino

distanza di visibilità notturna

fai clic sull’immagine per ingrandire

Di notte, per essere individuabili da una lunga distanza, gli utenti della strada più deboli, come p. es. i pedoni o gli utenti di mezzi di locomozione simili ai veicoli, dovrebbero usare assolutamente del materiale rifrangente quali flash-suola, bracciali, pendenti, catarifrangenti da fissare ai raggi della bicicletta. È importante essere visibili da tutti i lati e non solo da davanti e da dietro. Gli accessori riflettenti vengono illuminati dai fari anabbaglianti di un’automobile da una distanza di 140 metri e permettono agli automobilisti di reagire in tempo e quindi di evitare un incidente.

Visibile da:
25m: con vestiti scuri
40m: con vestiti chiari
140 m: con accessori rifrangenti

Tratto dall’opuscolo Visibilità = Sicurezza dell’ente svizzero BFU BPA UPI. pdf.

Sicurezza e visibilità in bici: i giubbini

Usando la bici nel traffico è fondamentale essere ben visibili agli automobilisti: abiti dai colori chiari, luci, catarifrangenti. Nella mia esperienza la cosa più semplice ed effiace è però indossare uno di quei giubbini colorati gialli o rossi, con strisce riflettenti argentate. Da quando è obbligatorio tenerne uno in automobile, sono estremamente diffusi ed economici.

Si tratta di dispositivi di protezione individuale ad alta visibilità regolati dalla norma EN 471. Il tipo più diffuso e pratico per il ciclista è il giubbotto-gilet, che costa pochi euro.

Ne ho usati vari ed inizio qui una piccola recensione dei miei modelli:

gilet en471 giallo semplice

Questo è il primo, comprato vari anni fa in un supermercato a 4 euro ed ancora molto utilizzato in casa. E’ molto smanicato e quindi fresco nella stagione estiva, ma la chiusura singola in velcro è molto debole e tende ad aprirsi, facendo svolazzare il giubbino ai lati. Io temo sempre che così le maniche possano agganciarsi a qualche ostacolo (ad esempio ai ganci dei cassoni su camion e furgoni) ed ho aggiunto una spilla da balia. Le due strisce riflettenti danno buona visibilità sia fronte/retro, sia lateralmente.

In bicicletta in Italia: piste-ciclabili.com

Alberto segnala il suo sito dedicato ai cicloturisti che amano seguire le piste ciclabili lontano dalle città: piste-ciclabili.com è un sito per condividere i propri itinerari ciclistici fuori città, con carte geografiche (Google Maps), schede di dettaglio degli itinerari, descrizioni e fotografie. Qui ad esempio, la scheda del percorso Abbiategrasso Bereguardo.

piste-ciclabili.com ha un wiki, un forum e una politica comunicativa di grande trasparenza. Tutto il sito è sviluppato con software open-source, tranne i servizi di Google a cui si appoggia, ovviamente.

Portabici per auto

pandabici450.jpg Ci sono vari modi per portare la bicicletta in auto, e anche diversi portabicicletta per il tetto. L’importante è non farsi condizionare dalle mode e sapere che non importa se il gatto è bianco o nero, l’importante è che porti la tua bici

portabici450.jpg

Visto al Passo San Marco, Alpi Orobie, estate 2007. Ingredienti: Fiat Panda, bancale, filo elettrico, bicicletta.

Il trasporto sicuro dei bambini

Qualche tempo fa un giornalista milanese ha scritto un trafiletto contro l’uso della bicicletta a Milano. In sintesi affermava che Milano non è fatta per spostarsi in bicicletta, che le bici sono pericolose per chi le usa e per chi guida l’auto, e che a suo figlio comprerebbe piuttosto un motorino, se proprio volesse spostarsi su due ruote.

Altri hanno commentato la superficialità dell’articolo, commentando i blog in cui è stato ripreso: Macchianera dove è apparso per primo, poi Ciclistica, infine OneMoreBlog.

A me interessa invece sapere quanti si trovano nella mia situazione, dovendo accompagnare ogni giorno un bimbo piccolo (1-4 anni) per un percorso totale di 10 Km in città, tra casa asilo e ufficio, andata e ritorno. Le possibilità di trasporto sono:

  • a piedi col passeggino: ci si impiega molto tempo, ma sei un pedone a tutti gli effetti. Non sei protetto contro l’investimento di auto e camion.
  • in bici col seggiolino posteriore: veloce e facile da parcheggiare, costi minimi, il seggiolino è omologato e protegge il bambino (col suo casco) in un guscio, sei un veicolo per il codice della strada. Sei protetto da cadute fino a 20 Km/h (la tua velocità), come i pedoni non sei protetto se un automezzo ti viene addosso. A partire dai 9 mesi.
  • in moto: molto veloce, costi di gestione medi, non conosco alcun sistema omologato che fissa un passeggero bambino alla moto. Al figlio tocca sedere da passeggero col suo casco, (a partire dai due anni quindi). Sei un veicolo che può andare a 50-70 Km/h e rischi di sbalzare il passeggero (o peggio) in caso di incidente. A quelle velocità l’organismo di un bambino può riportare danni molto gravi. Come gli altri, puoi essere investito
  • in automobile: molto lento da guidare e parcheggiare, alti costi di gestione, buona sicurezza di chi sta dentro.

La mia conclusione è che per chi non vuole giustamente usare l’auto, la bicicletta con un portabimbi omologato è l’unico veicolo in grado di trasportare un bambino in modo sicuro. Quindi se devi portare in giro tuo figlio, fai un salto dal tuo ciclista.

L’incidente stradale non è una fatalità – Manifestazione di ciclisti nelle vie di Milano: sabato 21 aprile 2007 ore 11

Riporto da Ciclobby:

A Milano, Fiab CICLOBBY organizza SABATO 21 APRILE ALLE ORE 11, un presidio in viale Abruzzi angolo via Plinio (lato numeri dispari) insieme con il Comitato di viale Abruzzi, per ricordare la morte di Leonardo, il ragazzo di 25 anni morto schiacciato tra due auto, una ferma in divieto di sosta e l’altra impegnata in un’azzardata manovra di sorpasso a destra di un mezzo pubblico. Per Leonardo, che lascia una moglie e due bimbi di pochi mesi, abbiamo avviato nelle scorse settimane una pubblica sottoscrizione, che sta procedendo e si chiuderà ufficialmente sabato, con la successiva consegna del ricavato alla famiglia.
 
A questa commemorazione non possiamo non associare anche la signora di 76 anni vittima, mercoledì 18 aprile, di un incidente mortale sulle strisce pedonali in via Padova.
 
Nel corso della manifestazione di sabato 21 aprile verrà distribuito un documento con le proposte e le richieste di Fiab CICLOBBY sul tema della sicurezza stradale dei ciclisti.
 
Dopo viale Abruzzi, la manifestazione sis sposterà in due altri luoghi dove di recente altri ciclisti hanno perso la vita: in piazza Oberdan (ang. viale Vittorio Veneto) per ricordare Luciano (58 anni), morto il 5 dicembre sotto le ruote di un camion in svolta, e in via Melchiorre Gioia (ang. viale della Liberazione) dove il 12 marzo scorso è caduto Pietro (42 anni) per un tragico impatto con una moto.
 
L’iniziativa si inserisce, e ne anticipa l’avvio, nella Prima settimana mondiale della sicurezza stradale, sotto gli auspici delle Nazioni Unite (23-29 aprile 2007).
 
E’ l’occasione per ricordare che la sicurezza stradale non nasce dal caso, bensì attraverso l’impegno di tutti, in un’ottica di partecipazione, e con un coinvolgimento ai diversi livelli di responsabilità.
 
Gli incidenti stradali, che ogni anno nel mondo causano oltre un milione di vittime e da venti a cinquanta milioni di feriti e invalidi (fonte: World report on road traffic injury prevention), possono e devono essere prevenuti affrontando i fattori-chiave.
 
Occorrono interventi di prevenzione, controllo, educazione e rieducazione.
E serve agire innanzitutto moderando la velocità dei veicoli circolanti, che è la prima causa di incidenti di rilevante gravità.
 
La sicurezza stradale è poi un requisito della mobilità sostenibile: perché, ad esempio, molte più persone userebbero la bici se non dovessero confrontarsi con un’endemica sensazione di insicurezza.
 
La nostra città ha avuto, nel solo 2006, 12 morti tra i ciclisti. Nei primi mesi del 2007 i morti sono già 23, di cui 6 pedoni e 3 ciclisti. E queste statistiche sono purtroppo soltanto provvisorie.
 
Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY onlus)
 
                          
Per informazioni: 347.9702189

E’ nata criticalmap: mappe ciclistiche urbane

Io mi sposto in città con la bicicletta per andare al lavoro, all’asilo, a fare la spesa. E’ molto pratico e col tempo ho scoperto molte cose delle strade che percorro: dove sono le piste ciclabili, quali sono le strade e gli incroci da evitare perché pericolosi o dal fondo sconnesso, i parcheggi più sicuri e comodi. Oggi ho trovato un sito che permette di annotare sulla mappa della propria città la posizione di piste ciclabili, parcheggi e altre amenità, condividendole con tutti.

http://www.criticalmap.org/

E’ realizzato con Google Maps e richiede la registrazione per poter scrivere. Comprende alcune grandi città italiane ed è molto promettente, visto che è online da pochi giorni. Dategli un’occhiata..