Una intervista su Nazione Indiana

Antonio Prudenzano di Affaritaliani.it intervista Gianni Biondillo a proposito di Nazione Indiana:

Nel marzo 2003 è apparso su internet uno spazio destinato a rivoluzionare e sdoganare una volta per tutte i blog letterari in Italia: Nazione Indiana (d’ora in avanti NI, ndr). A fondarlo, un ampio e variegato gruppo di intellettuali (non solo scrittori e critici letterari, ma anche artisti). Tra gli obiettivi, quello di pubblicare testi letterari e critici e promuovere iniziative politiche e culturali, il tutto all’insegna dell’interdisciplinarità e del multiculturalismo. Va detto che NI (l’idea per il nome è di Antonio Moresco) è un blog aperto a tutti solo nello spazio (spesso infuocato…) riservato ai commenti, mentre possono pubblicare articoli (post) solo i membri del progetto. A maggio 2005 alcuni membri storici (tra questi, Moresco, Tiziano Scarpa e Dario Voltolini) hanno lasciato NI per fondare la rivista cartacea e online (ma senza la possibilità di commentare i singoli articoli) Il primo amore.  Attualmente, tra i membri più attivi di uno dei blog letterari italiani più famosi c’è lo scrittore-architetto Gianni Biondillo. Affaritaliani.it lo ha intervistato per fare il punto sul progetto NI e per provare a tracciare un bilancio del percorso fin qui compiuto.

Leggi l’intervista completa: Biondillo racconta Nazione Indiana: “A fine maggio siete tutti invitati alla nostra festa…”. L’intervista

Gli scrittori ed i critici italiani hanno responsabilità civili?

Oppure possono farsi tranquillamente i fatti loro in splendido isolamento? Pubblicare per Mondadori significa vendersi a Berlusconi? Si può scrivere sul quotidiano Liberio senza arrossire e con dignità? Nazione Indiana ha iniziato a chiederselo con due interventi di Helena Janeczek e Andrea Inglese, ed ha fatto girare 10 domande tra scrittori, critici e persone della cultura: Erri De Luca, Luigi Bernardi, Michela Murgia, Giulio Mozzi, Emanuele Trevi, Ferruccio Parazzoli, Claudio Piersanti, Franco Cordelli, Gherardo Bortolotti,Dario Voltolini, Tommaso Pincio, Alberto Abruzzese, Nicola Lagioia, Christian Raimo, e per ultimo Gianni Celati.

Le risposte sono molto diverse, dal deprimente all’appassionato, e forniscono uno spaccato interessante del mondo delle lettere italiane.

Capire gli zingari e le metropoli a Milano: Gianni Biondillo

L’ultimo capitolo di Metropoli per principianti di Gianni Biondillo parla del campo nomadi di via Idro a Milano, visitato dallo scrittore con la figlioletta. E’ un bellissimo spaccato di vita familiare nomade e una chiave per comprendere le ragioni speculative immobiliari della recente ondata razzista in Italia.

La fiera del libro di Torino e lo stato di Israele

Ne parla Andrea Inglese su Nazione Indiana:

1) un articolo di Stefano Sarfati Nahmad,Fiera del libro, dietro le quinte c’è la Palestina, pubblicato in origine su il Manifesto, 19 gennaio 2008 e su Ebrei contro l’Occupazione

2) Domande scomode dello stesso Inglese:

Non è che chi contesta abbia sempre ragione, per il solo fatto di contestare qualcosa. Ma è importante rispettare le proporzioni dei fenomeni. Si può dissentire sull’opportunità politica di certe prese di posizione, si possono mostrarne limiti, ingenuità, errori. Ma non si può trasformare una piccola parte della società civile italiana, indignata nei confronti della politica israeliana, in “aggressore” dello stato di Israele.

3) intervista al poeta israeliano Aharon Shabtai apparsa sul manifesto del 5 febbraio 2008.

4) Gianni Vattimo, Perché boicotto Israele, da La Stampa del 4 febbraio 2008

Al diavolo Wikio

Ho provato a usare Wikio per proporre un pezzo che mi è piaciuto, La bianca di Santa Elisabetta, che è un racconto sullo spaccio di eroina in Sicilia.
Per chi non lo conosce, Wikio è un servizio di notizie generate dal pubblico, come Digg per intenderci, in cui si propone una notizia che sta su un altro sito, e i lettori ne votano la popolarità.
Mi sono registrato ed ho inserito la notizia compilando il titolo, una breve descrizione, il link al pezzo originale su Nazione Indiana. Quando invio però Wikio mi informa che la notizia era già stata inserita da qualcun altro: bene, andiamo a votare lì.
Invece il pezzo su Santa Elisabetta c’era, ma inserito da un robot di Wikio: pigliano i feed dei siti più letti e li pompano dentro Wikio per riempire il vuoto e sperando che qualcuno legga e commenti le notizie. Così non si può mettere una descrizione migliore (la mia, scritta a mano) a quella del robot, che è un semplice copiaincolla di 25 parole dell’articolo.
Non sono riuscito poi a trovare un permalink alla notizia, a cui sono arrivato solo col motore di ricerca interno.
L’intero sito è un ammasso di lanci di agenzia, articoli di giornali, gossip, sport senza anima né direzione. In teoria serve a scoprire notizie interessanti, in pratica raccoglie feed indifferenziati e allontana gli utenti che cercano di usarlo.

La truffa ora è letteratura profittevole

La Truffa alla nigeriana (detta anche Nigerian scam) è un raggiro per carpire soldi con una narrazione fantasiosa e promesse di futuri, grandi guadagni.

Prima di venir praticata via email veniva inviata per posta ordinaria, e ricordo di aver ricevuto delle lettere manoscritte a biro, con scrittura incerta, spedite dalla Nigeria.

Ora Andrea Raos su Nazione Indiana riprende la tradizione narrativa della frode nigeriana per trasformarla in un nuovo, lucroso filone letterario: Un romanzo africano.

Server a gambe all’aria

Nazione Indiana da ieri è più spenta che accesa, il loro server va a singhiozzo. In questo bailamme Gianni Biondillo è anche riuscito a pubblicare un pezzo sul cinema a Quarto Oggiario. Ma come avrà fatto con il sito a singhiozzo e il database asmatico? Più che una previcace insistenza penso che abbia avuto semplicemente fortuna.

Biondillo l’ho letto anche su EPolis Milano, un pezzo un po’ minimo dove racconta di non aver fatto niente durante le ferie, invece di lavorare come tutti i bravi milanesi. Ma io so che non è così!

Aggiornamento del 13 gennaio: pensavo i giorni scorsi che se i membri di Nazione Indiana riuscivano nonostante tutto a pubblicare pezzi (come questo, corredato di foto che contro ogni logica sono riusciti a caricare), pur col server azzoppato e i dns propagati a metà, questo significa che sono degli ottimisti resistenti alle avversità. Forse non vedere i problemi permette anche di superarli d’un colpo solo.

Aridalli a Giovanni Lindo Ferretti

Dopo il successo (si fa per dire) di demenziali commenti al pezzo su GLF qui in monsterlippa, vi segnali due interessanti analisi della sconcertante conversione papista del nostro musicista e cantante:

Il primo parafrasa il “moriremo democristiani” in Morire cristiani, la parabola di Lindo Ferretti di Giuseppe Veltri, che in conclusione osserva:

Certo e’ che sapere che da fedele alla linea sia diventato fedele alla Chiesa, la dice lunga su quanto ci siano persone che necessitano di “pensiero forte” per poter trovare un senso alla loro vita. Venendo a mancare una scuola di pensiero forte, si muovono molto spesso verso l’altra.

Il secondo articolo è una recensione di Andrea Tarabbia al libro Reduce di GLF: A chi si genuflette Lindo.

Tarabbia inizia con dei rilievi sulla scarsa qualità della scrittura di Ferretti in questo libro, farfugliata e omertosa:

È un libro scritto senza un disegno, senza un piano, e francamente credo che anche il suo autore avrebbe qualche difficoltà a spiegarne l’argomento e il fuoco. […]
si perde tra le parole che egli stesso elogia, e dà vita a una prosa confusa, che vuole essere lirica e raramente ci riesce. Inoltre non parla, mai, dei CCCP e dei CSI.

Si chiede poi che senso abbia il titolo del libro:

Reduce da che? Tutti i reduci parlano di quello che è stato, della cosa nei confronti della quale si sentono e sono reduci. Ferretti no, o almeno non fino in fondo. Questo era e doveva essere un libro dovuto, dovuto alle migliaia di persone per le quali Ferretti e Zamboni hanno contato qualcosa, era l’occasione per fare il punto della situazione presente e il bilancio di quella passata, e questo era, inoltre, ciò che il titolo italiano prometteva. Ne è venuta fuori un’operazione di riduzione, di cernita e di scarto, dove a essere scartato è tutto quanto Ferretti (e con lui noi) è stato in un periodo della vita che ha il diritto di rinnegare ma non di dimenticare.
Invece, soprattutto dopo il capitolo dedicato a Israele e alle visite al Santo Sepolcro, Reduce diventa sempre più una sorta di predica moraleggiante, ultracattolica e conservatrice:

La conclusione è la stessa di Veltri, e non mi sorprende:

Ecco dove, allora, secondo me il Reduce, italiano o inglese poco importa, fallisce: nel non accorgersi, o nel rifiutare di farlo, che quella di oggi non è altro che una nuova e parimenti radicale declinazione di un principio vitale e innegabile: la volontà di genuflettersi, di avere qualche cosa che sta sopra a cui riferirsi e a cui demandare. Che si tratti di Brežnev o di Benedetto non è che contingenza.

Delle genuflessioni di Ferretti si discute ferocemente anche in questo post su Nazione Indiana, nella colonna dei commenti, dove roberto aka robertologo ne fa una curiosa apologia.

I più popolari indiani del 2005

I pezzi del 2005 letti nel 2006 su Nazione Indiana sono più vari degli anni precedenti, come autori e come temi:

  1. Io so e ho le prove di Roberto Saviano 6537 unique views 7598 pageviews
  2. Tecniche di suicidio di Sergio Garufi 2929 u.v. 3243 pv
  3. A Gamba Tesa. Etica del Pompino e perché non sarà mai un’arte nonostante Houellebcq Del maestro effeffe 2327 u.v. 3860 pv
  4. Quarto Oggiaro è un luogo comune di Gianni Biondillo 1540 u.v. 1733 pv
  5. Super santos, pali e capistazione di Roberto Saviano 1420 u.v. 1573 pv
  6. Il matriarcato di Roberto Saviano 1146 u.v. 1256 pv

  7. Busi, l’infanzia rubata (e la censura) di Aldo Busi 1141 u.v 1464 pv
  8. Boss e poeti di Roberto Saviano 969 u.v. 1065 pv
  9. A cena (e a colazione, se possibile) con Eva di Giovanni Choukhadarian 933 u.v. 1147 pv
  10. Grazie, Di Canio di Raul Montanari 805 unique views 890 pageviews

Non resta che la classifica del 2006, gli articoli più letti, i migliori o solo più controversi.

I più popolari indiani del 2004

Continuo coi pezzi più letti su Nazione Indiana. Questa volta ecco i 10 pezzi dell’anno 2004 più letti durante il 2006:

sono quasi tutti di Roberto Saviano, materiale che è spesso poi confluito in Gomorra. L’ultimo articolo conferma la popolarità del piccante e del sesso, anche in un blog letterario.

  1. Vi racconto di Marano e dei due compari. Storia di camorra politica nell’Italia dimenticata. di Roberto Saviano. 1273 unique views 1414 pageviews
  2. La brillante carriera del giovane di sistema di Roberto Saviano 910 unique views 962 pageviews
  3. Annalisa. Cronaca di un funerale di Roberto Saviano. 806 u.v. 891 pv
  4. La città di notte di Roberto Saviano 784 u.v. 897 pv
  5. Pandori e moda. La camorra spa. di Roberto Saviano. 664 u.v. 724 pv
  6. Giancarlo Siani di Roberto Saviano. 532 u.v. 562 pv
  7. L’odiatore di Roberto Saviano. 501 u.v. 547 pv
  8. La bugia perenne. Ricostruzione del rapimento di Simona Pari e Simona Torretta di Roberto Saviano 437 u.v. 471 pv
  9. L’infinita congettura di Roberto Saviano 409 u.v. 454 pv
  10. Le parole che mancano: appunti per uno studio linguistico dei film pornografici di Francesca Serafini. 332 unique views 349 pageviews

segue, se riesco, la top 10 del 2005 …