Gestire i fornitori di web hosting

Leggo tramite le discussioni di BlogBabel che svariati blogger italiani sono insoddisfatti di un fornitore di web hosting su cui tengono il loro sito. Uno per tutti: Swan, che fa capire come i rapporti tra azienda e clienti si siano ormai fortemente deteriorati.

La cosa interessante è il primo commento, dove napolux scrive che correrà subito a fare il backup, suppongo per cambiare fornitore e trasferirci il proprio sito.

Non dovrebbe essere necessario correre a fare il backup del proprio sito: il backup dovrebbe essere stato fatto regolarmente, ogni giorno, su un supporto esterno al fornitore, in modo automatico. Se non fosse così, ci si troverebbe in balia del fornitore.

Di questa vicenda infatti non mi interessa il nome del fornitore galeotto, né come si dovrebbe gestire la comunicazione coi clienti. Se un servizio funziona male e non si riesce a risolvere i problemi ragionevolmente, si cambia fornitore: per farlo bisogna avere una posizione forte, con il pieno possesso dei propri dati. Se bisogna affannarsi a salvare una copia di tutto all’ultimo momento, forse è meglio fermarsi a riflettere.

P.S.: Mi è capitato in passato di avere problemi con il fornitore di hosting con un altro sito che gestisco, capisco qundi lo stato d’animo dei blogger coinvolti. Alla fine ho cambiato fornitore, ma al momento più adatto a me, non immediatamente sull’onda dell’insoddisfazione.

Come dormono i lattanti – un’idea geniale

Dopo i tre mesi d’età il vostro bimbo smette di essere un neonato per diventare lattante: pian piano inizia ad agitarsi, muoversi, strisciare e voltarsi sulla pancia e sulla schiena, come è naturale dell’età. Finirà a gattonare, tirarsi su con le manine e alla fine camminare. Ah che bello.

Di notte però potrebbe anche starsene fermo quel malnato, che si scopre e prende freddo. Qualsiasi sistema per costringerlo sotto le coperte fallisce e ve lo ritrovate in un punto a caso del lettino, beatamente scoperto e attorcigliato come un capitone all’amo. Che fare?

  1. la prima scuola di pensiero genitoriale è: mi alzo ogni ora e gli rincalzo le copertine;
  2. la seconda scuola rassegnata è: gli metto quattro strati di tutine calde calde e può starsene sul balcone se vuole;
  3. la terza scuola di pensiero monsterlippiano è: ho appena avuto un’idea geniale che rivoluzionerà il sonno dei lattanti, quello dei genitori e l’industria dei prodotti per l’infanzia

A presto con i disegni e le prime fotografie del prototipo.

Per un blogroll più terso

Nell’altro blog che gestisco c’è un breve blogroll che cerca di essere utile al visitatore e coerente con la strategia di comunicazione del blog stesso. Quindi al massimo una quindicina di link, perché oltre non verrebbero letti. Solo link a siti significativi, che qualifichino di ritorno il blog. Nessun link di cortesia, nessuno scambio per intenderci.

Se dovessi mettere anche link di cortesia, saluti e favori, non basterebbero due metri di sito. Dovrei mettere:

  • i siti personali degli oltre venti autori: 20
  • i siti professionali degli stessi, di dove lavorano e delle iniziative di cui fan parte: 20-30
  • i siti dei loro mariti/mogli/figli/figlie: almeno 15
  • i siti dei commentatori più assidui/amati/odiati: 20
  • i siti degli ex/futuri/aspiranti membri del blog: 30
  • i siti di quelli che parlano del blog: 40
  • i siti che hanno un link al blog: 200 e oltre
  • le blogdirectory, gli aggregatori, i pastrugni: 10

Naturalmente qui queste regole non valgono: link a tutti, un po’ a casaccio, un po’ per restituire favori.

Una scultura da viaggio

Riprendo da Petrolhead un brano di Bruno Munari sulla progettazione delle automobili:

Che cos’è, per molta gente, un’automobile se non una bella scultura da viaggio? Qualcosa da portare a spasso per le vie più eleganti della città, da esporre (parcheggiare) quando è possibile, davanti al caffèé più elegante o all’angolo della via principale. […] Continua a leggere Una scultura da viaggio

L’importanza del design

Andrea Beggi fa notare che l’incidente dell’aereo ATR 72 precipitato in Sicilia è stato causato da un errore di design dell’indicatore del carburante.
Era stato montato un indicatore di un altro modello, incompatibile, ma quasi identico nell’aspetto e nel montaggio. Le interfacce di controllo in aereonautica sono solitamente ben progettate per ciò che riguarda l’interazione uomo macchina, ma qui non è stato preso in considerazione il ciclo vitale completo di un elemento, inclusa la possibilità di sostituzione e di conseguenti errori.

Gli stilisti

Riprendo da Petrolhead uno scritto su Munari e la progettazione di un’automobile:

Nel 1966 Bruno Munari scrive “Arte come mestiere” contrapponendo la figura del designer, progettista creativo e razionale che lavora in gruppo per risolvere problemi, a quella dello stilista, divo eccentrico e individualista che lavora al servizio delle mode:

Lo styling è un tipo di progettazione industriale di design, la più effimera e superficiale: si limita a dare una veste di attualità o di moda a un prodotto qualunque. Continua a leggere Gli stilisti

Ordine nel caos visivo

Nel 1967 Bruno Munari insegna Comunicazione Visiva alla Harvard University. Sperimenta l’insegnamento degli elementi basilari del design e del linguaggio visivo, così un giorno una discoteca di Boston invita lui e gli allievi per mostrargli gli effetti visivi e sonori utilizzati nelle sue sale: luci stroboscopiche, diapositive, film senza sonoro, spezzoni di pubblicità, musica, luci colorate. Continua a leggere Ordine nel caos visivo