Anni che passano

Domenica ore 6 del mattino, parco di periferia: io faccio i miei Km di corsa sulla collina (unica in quella zona della città), mentre gruppi di ragazzi stanno finendo un rave party e pian piano tornano a casa.

Pubblicare per Mondadori?

Helena Janeczek, editor a progetto per Mondadori, scrive sul problema di lavorare e pubblicare per una casa editrice di proprietà di Silvio Berlusconi.

In Mondadori si pubblicava – e si pubblica- dai Meridiani al libro degli Amici di Maria de Filippi. Non esiste linea editoriale perché la produzione è troppa e troppo diversa e la vocazione di fondo è soprattutto commerciale. La casa editrice non si aspetta uguali profitti da ogni collana e continua a mandarne avanti alcune più per prestigio, contando magari pure di rientrare nelle spese con le edizioni economiche. Ma anche chi, come me, si è sempre solo occupata delle collane letterarie, deve misurarsi con il mercato. Nessuno si aspetta che ogni libro diventi un bestseller, ma la regola di fondo è quella del guadagno. Guadagno che non deve essere sempre e solo immediatamente economico, ma contempla pure il ritorno d’immagine o l’investimento su un autore. Gli spazi per scelte di maggiore rischio o per semplicemente fare libri in cui si crede, stanno diventando sempre più ristretti, ma il problema riguarda l’editoria e l’industria culturale nel suo insieme, nemmeno solo quella italiana.

Quel che mi premeva sottolineare è che in Mondadori come altrove vige molto di più l’imposizione del mercato che quella di una linea editoriale “politica”. […]
La libertà di Mondadori – di Einaudi a maggior ragione- era in qualche modo proporzionata alla scarsa incidenza sul consenso di massa cercato da Berlusconi. I libri sono prodotti di nicchia o di elite, destinati a un consumatore in genere appartenente allo schieramento politico avversario, minoranza della minoranza. L’azionista poteva guadagnare con le aziende gestite secondo normali criteri di mercato – meno che con altre sue attività- senza rischiare nulla sul piano politico. O almeno l’idea che i libri siano innocui e ininfluenti era un corollario del populismo, in tempi in cui la strategia berlusconiana era soprattutto quella di assicurarsi l’approvazione di una maggioranza.
Poi accade che un esordio come Gomorra stampato in cinquemila copie superi i due milioni, che in più il suo autore acceda anche lui alla tivù, e lì le cose, forse, cominciano a cambiare. […]
Il cambiamento che in tivù mostra soprattutto un volto di censura soft (editoriali di Minzolini a parte) – non dare certe notizie, darle male o in fondo- si appalesa invece sui quotidiani in modi molto più aggressivi. Le prime pagine grondano come non mai di titoli e articoli razzisti, omofobi, cattolici integralisti perché tale è, appunto, l’attuale linea del governo Pdl-Lega. In più, quei giornali passano dal rispecchiare posizioni di destra, anche molto di destra, a sparare con ogni mezzo, diffamazione passabile di querela inclusa, contro la parte avversa. Che tale neomaccartismo coinvolga persino redattori di cultura che si affrettano a ritracciare i nemici in sedi marginalissime come il nostro blog, sembra indicativo.

Pubblicare per Berlusconi? di Helena Janeczek su Nazione Indiana

La ragionevole tristezza del win for life

Chiara Valerio a proposito delle lotterie italiane e della moderata, ragionevole tristezza del win for life: L’uovo oggi e la gallina domani su Nazione Indiana:

Mi perdoni quante estrazioni ci sono al giorno? Dodici estrazioni. Ah, e per quanti giorni alla settimana? Sette, sette giorni. Io volto le spalle perchè essere identificati come precari non è una offesa, ma essere identificati come malati di un gioco che non regala un sogno, una pazzia, o una vita nuova, ma solo la quotidianità che dovrebbe essere accessibile non dico a un singolo ma quantomeno a un nucleo familiare di qualsiasi natura allora no, non ci posso stare.

Notizie da una città alla deriva

Marco Belpoliti scrive su La Stampa:

Cosa succede, dunque, alla capitale morale? La risposta non è facile da dare, ma di sicuro non è più governata da una classe dirigente che si preoccupa della gente che ci vive. Pietro Colaprico, un cronista che l’ha battuta palmo a palmo, che la descrive da anni e la racconta anche nei suoi romanzi, ieri spiegava a un lettore milanese, che affranto gli ha scritto, che seppure lui non sia un vecchietto spaventato né un ragazzo della movida, ma solo un lavoratore con famiglia, ha la netta sensazione che chi dirige la città, Letizia Moratti e la sua giunta, non faccia nulla per lui e per la gente in generale. Cosa porta l’Expo, si chiede, solo litigi e alti stipendi tra i gruppi di potere. Oggi Milano è amministrato da un ceto di magnati, aristocrazia del denaro e della finanza, legata a doppio filo con un ceto di costruttori. L’ultimo successo, inaugurato qualche giorno fa, è una strada a quattro corsie, un sottopasso, che attraversa la zona della Stazione Garibaldi, dove sorgeranno i nuovi monumenti edilizi alla ricchezza meneghina, non una scuola o una biblioteca degna di questo nome.

via Nazione Indiana

Installare stampante Epson Aculaser C1100 su Ubuntu Jaunty 9.04

Una stampante usb laser a colori di cui Ubuntu non ha driver. La soluzione richiede alien e la creazione dei .deb, ci ho messo un po’ a trovarla e la metto qui. La fonte è Marc Higgins:
http://www.avasys.jp/cgi-bin/lx/bbs/en/laser-bbs/hyperbbs.cgi?mode=view;Code=179

It looks like something that ships with Ubuntu doesn’t work with the C1100 & the source file Epson-ALC1100-filter-1.2.tar.gz doesn’t work with ubuntu (well I can’t get it to work). However the redhat rpm’s DO work if they are converted to deb’s & installed. This is what I did to get mine working.

#1 Install the dependencies (this is important, if you don’t do this it won’t work)

[CODE]sudo aptitude install gcc-3.3-base libstdc++5[/CODE]

From here you can decide to;

OPTION A
install the deb files direct from my site below

[url]http://qld.yi.org/it_i/epson-alc1100-filter_1.2-1_i386.deb[/url]
[url]http://qld.yi.org/it_i/epson-alc1100-filter-cups_1.2-1_i386.deb[/url]

Just double click on EACH of these links, that will invoke the Gdebi package installer & install the files.

Then install the printer normally using System > Administration > Printers (AKA system-config-printer) & hopefully you will be printing happily in seconds:)

OPTION B

you can make your own install files using Alien

Install Alien

[CODE]sudo aptitude install alien [/CODE]

Then go to [url]http://www.avasys.jp/english/linux_e/dl_laser.html[/url]

download these 2 files

For Turbo/RedHat/Fedora (Epson-ALC1100-filter-1.2-0.i386.rpm)
For Turbo/RedHat/Fedora (Epson-ALC1100-filter-cups-1.2-0.i386.rpm)

then from a terminal run
[CODE]
sudo alien Epson-ALC1100-filter-1.2-0.i386.rpm[/CODE]
[CODE]sudo alien Epson-ALC1100-filter-cups-1.2-0.i386.rpm [/CODE]

that will create 2 files

epson-alc1100-filter_1.2-1_i386.deb
epson-alc1100-filter-cups_1.2-1_i386.deb

you can then use dpkg -i to install

[CODE]dpkg -i epson-alc1100-filter_1.2-1_i386.deb[/CODE]
[CODE]dpkg -i epson-alc1100-filter-cups_1.2-1_i386.deb[/CODE]

Then install the printer normally using System > Administration > Printers (AKA system-config-printer) & hopefully you will be now be printing happily:)